Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, tra successi ed errori del Governo Meloni con tanto di frecciata alle opposizioni.
Qualche settimana fa era stato preso di mira con tanto di “insulti”. Ora Ignazio La Russa, presidente del Senato, ha deciso di prendere posizione e rispondere, in un certo senso, a tutti i detrattori, specialmente a quelli del Governo Meloni. La Russa lo ha fatto in occasione dell’Etna forum di Ragalna, in provincia di Catania, dove ha punzecchiato la sinistra e in generale le opposizioni.

Ignazio La Russa: il lavoro di Governo e la frecciata alla sinistra
In occasione dell’Etna forum di Ragalna, Ignazio La Russa ha avuto modo di soffermarsi con i media e parlare dell’attuale Governo Meloni. In particolare ha voluto sottolineare come, nonostante le pressioni della sinistra e le cose che spesso sono state dette contro la maggioranza, l’operato è stato ottimale. “Quando è arrivata la Meloni dicevano che ci avrebbero preso a pedate nel giro di pochi mesi perché eravamo poco credibili. Bene, sono passati quattro anni e oggi il Times dice che l’Europa deve prendere insegnamento dalla Meloni. E scusate se è poco”.
Il presidente del Senato ha aggiunto anche: “Per me è la cosa più importante non per un fatto di vanità perché vuol dire che ha quella credibilità per l’Italia, gli italiani, le imprese italiane. Certo c’è tantissimo da fare. Dati oggettivi dimostrano ciò che di buono ha fatto il Governo Meloni. Offrire risorse ai territori anche grazie all’aumento del turismo. Il successo migliore di questi quattro anni è scritto nei giornali internazionali. Siamo credibili dopo quattro anni di Governo. Tutto ciò significa anche vantaggi per le imprese”.
L’ammissione: l’errore commesso dal Governo
Con grande onestà intellettuale, La Russa ha tenuto a precisare che non tutto è stato perfetto e che, se proprio bisogna trovare dei difetti, il Governo Meloni ha commesso un errore. Secondo il presidente del Senato “il più grave errore che abbiamo fatto è stato il referendum sulla giustizia, o meglio quella riforma era giusta e doverosa, era nel programma perché l’aveva voluta una parte della coalizione e quindi noi l’avevamo accettata, ma il gioco non valeva la candela”.
La Russa ha quindi proseguito: “Io l’ho detto prima, non lo dico solo adesso. Perché a mio avviso si poteva ottenere lo stesso risultato con le leggi ordinarie. Quindi un errore è stato quello non avere scelto la via della riforma della giustizia per via ordinaria e avere pensato, avere creduto che gli italiani avrebbero riflettuto su quella riforma nel merito”.