Caos alla Camera con alcune parole molto dure voltate tra volti politici. L’attacco a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa.
La tensione politica è esplosa tra Senato e Camera dopo la decisione della Giunta di Montecitorio di respingere la richiesta di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, detenuto con l’accusa di aver fatto da prestanome al clan Senese. Il voto ha scatenato dure proteste da parte delle opposizioni, culminate in momenti di forte nervosismo all’interno di Palazzo Madama. Spicca, in questo senso, la rabbia di Chiara Appendino del Movimento 5 Stelle, rivoltasi in modo durissimo contro Giorgia Meloni e Ignazio La Russa via social.

Bufera sul caso Delmastro e le chat: i fatti
Nelle scorse ore si sono vissuti momenti di forte tensione politica alla Camera dopo la decisione della Giunta di respingere la richiesta di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, coinvolto in questioni legate al clan Senese. Il voto ha scatenato dure proteste da parte delle opposizioni, culminate in momenti di forte nervosismo all’interno di Palazzo Madama.
A dare il via alla contestazione è stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Paolo Pirondini, che ha annunciato la sospensione della partecipazione del suo gruppo ai lavori parlamentari. Subito dopo, i senatori pentastellati hanno esposto cartelli con la scritta “Fuori le chat”, accompagnando la protesta con il coro “Vergogna”. L’atmosfera è rapidamente degenerata tra urla, accuse e parlamentari fuori dai rispettivi banchi.
Nel pieno della bagarre, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia ha strappato dalle mani di Pirondini uno dei cartelli esposti durante la protesta. Il gesto ha provocato un acceso confronto tra i due, con toni sempre più duri e il rischio che lo scontro degenerasse in un contatto fisico. Solo l’intervento dei presenti ha evitato conseguenze peggiori, mentre la seduta è stata sospesa per oltre trenta minuti.
Lo sfogo di Chiara Appendino su Meloni e La Russa
Alla ripresa dei lavori, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito l’episodio parte delle dinamiche parlamentari, pur precisando che non rappresenta certo uno degli aspetti migliori del confronto politico. Rivolgendosi a Pier Ferdinando Casini, ha osservato che in passato si sono verificati episodi anche più gravi, sottolineando però che ciò non rende meno censurabili simili comportamenti.
Anche alla Camera non sono mancate le polemiche. Debora Serracchiani del Partito Democratico ha accusato la maggioranza di aver garantito un nuovo scudo politico a Delmastro, mentre Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra ha denunciato che la destra starebbe impedendo di fare piena luce sulla vicenda.
Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato duramente la decisione, sostenendo che le conversazioni tra Delmastro e Caroccia siano rilevanti per le indagini sul clan Senese. Ha quindi dato appuntamento al voto previsto in Aula il 30 luglio, invitando la maggioranza a rivedere la propria posizione.
Lo scontro è poi proseguito sui social. Chiara Appendino ha definito “una vergogna assoluta” il mancato accesso della Procura alle chat e ha rivolto pesanti accuse a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. “Sapete che cosa dico a Meloni e a La Russa? La mafia fa schifo, fa tanto schifo: ma fate schifo pure voi. E la prossima volta che osate anche soltanto citare il nome di Paolo Borsellino, sciacquatevi la bocca. Perché non siete degni di farlo. Il fatto che la destra abbia votato per non far accedere la Procura alle conversazioni tra Delmastro e Caroccia, considerate essenziali per indagare sul clan camorristico dei Senese, è una vergogna assoluta”, sono state le parole della Appendino.
La Russa ha replicato su X, contestando le parole della deputata e sostenendo che non abbia titolo per richiamare la figura di Paolo Borsellino, aggiungendo che immagina il magistrato lontano dalle posizioni della sinistra.