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Irpef: doppio taglio in arrivo fino a 280 euro in più per i redditi bassi
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Irpef: doppio taglio in arrivo fino a 280 euro in più per i redditi bassi

Irpef

Possibili novità in vista per gli italiani in tema Irpef. In manovra potrebbe esserci un taglio fino a 280 euro per i redditi bassi.

La prossima legge di Bilancio potrebbe riportare l’Irpef al centro delle scelte del governo. La manovra 2027 sarà infatti l’ultima della legislatura prima delle elezioni e, tra le ipotesi allo studio, ci sono due nuovi interventi sulle aliquote, entrambi orientati a favorire soprattutto il ceto medio. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

un uomo apre il portafoglio con delle banconote in euro
banconote in un portafoglio – newsmondo.it

Irpef: verso il taglio per i redditi bassi

Il primo riguarda lo scaglione più basso, oggi tassato al 23% per i redditi fino a 28 mila euro. Il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha aperto alla possibilità di ridurre l’aliquota al 22%. Per chi raggiunge o supera i 28 mila euro di reddito, il risparmio potrebbe arrivare a circa 220-280 euro all’anno. Per un reddito di 20 mila euro, invece, il beneficio sarebbe intorno ai 200 euro.

La seconda proposta riguarda la fascia oggi compresa tra 50 e 60 mila euro. L’idea sostenuta dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo e da Forza Italia prevede di estendere fino a 60 mila euro l’aliquota del 33%, già applicata alla fascia precedente dopo la riduzione introdotta nel 2026. In questo modo, la quota di reddito oggi tassata al 43% verrebbe assoggettata al 33%.

Come funzionerebbero le misure

Il vantaggio aumenterebbe in base al reddito: circa 200 euro a 52 mila euro, 500 a 55 mila, 800 a 58 mila e fino a 1.000 euro annui dai 60 mila euro in su. Oltre questa soglia, infatti, il beneficio rimarrebbe invariato.

Le due misure avrebbero però un costo significativo per le casse pubbliche. L’estensione del 33% fino a 60 mila euro richiederebbe tra 2,6 e 3 miliardi l’anno, mentre la riduzione dal 23 al 22% comporterebbe una spesa di circa 1,5-1,7 miliardi. Complessivamente, si arriverebbe quindi a 4-5 miliardi di euro ogni anno.

Restano da finanziare anche altre richieste della maggioranza, tra cui maggiori risorse per la sanità, la tredicesima detassata, la flat tax incrementale per le partite Iva e Quota 41.

Per ora non esiste alcun testo normativo. Le decisioni arriveranno in autunno, dopo l’aggiornamento dei conti pubblici del 22 settembre e la richiesta a Bruxelles della clausola di salvaguardia europea, che potrebbe rendere disponibili fino a 14 miliardi per il 2027.

Se approvate, le nuove aliquote partirebbero dal 1° gennaio 2027. Per dipendenti e pensionati lo sconto sarebbe applicato direttamente in busta paga, mentre per autonomi e partite Iva il beneficio pieno arriverebbe con il saldo di giugno 2028.

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ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026 15:34

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