Massimo Cacciari è intervenuto in televisione per dire la sua sul campo largo e le ultime tensioni tra Conte e Schlein su un tema cruciale.
Dopo essersi espresso in merito al presunto pericolo di un ritorno del fascismo in Italia e in Europa, svelando cosa ci sia davvero dietro, Massimo Cacciari è tornato a parlare e lo ha fatto nel corso della trasmissione di La7, ‘Otto e mezzo’. L’ex sindaco di Venezia ha commentato le tensioni nel campo largo tra Schlein e Conte sul tema del sostegno all’Ucraina. In questo senso, Cacciari ha sottolineato che la differenza di atteggiamento sia una “follia”, andando a motivare il proprio pensiero.

Cacciari e le differenze tra Conte e Schlein sull’Ucraina
La guerra e le divisioni politiche sul sostegno all’Ucraina sono state al centro del confronto a ‘Otto e Mezzo’, dove tra gli ospiti è intervenuto Massimo Cacciari. Collegato con lo studio di La7 e con Lilli Gruber, il filosofo ha rivolto innanzitutto una critica alla politica dell’Unione europea, sostenendo che la priorità dovrebbe essere quella di lavorare concretamente per mettere fine ai conflitti.
“Quello che conterebbe sarebbero governi europei che si muovessero per evitare situazioni catastrofiche e che portassero queste guerre alla fine”, ha affermato Cacciari. L’obiettivo, secondo il filosofo, non sarebbe necessariamente arrivare subito alla pace, considerata una prospettiva difficile, ma almeno raggiungere accordi capaci di fermare i combattimenti. “Non tanto alla pace, dato che è difficile, ma almeno a dei trattati”, ha spiegato, aggiungendo che “la politica europea non è di pace”.
Nel suo intervento Cacciari ha affrontato anche le posizioni di Pd e Movimento 5 Stelle, profondamente distanti sulla questione delle armi destinate all’Ucraina. Il filosofo ha definito “follia” il fatto che il centrosinistra sia diviso sulla guerra, rivolgendosi idealmente anche a Elly Schlein e Giuseppe Conte: “Ma come fai?”.
La spiegazione del filosofo
Cacciari ha quindi tracciato una distinzione tra il sostegno necessario a garantire che l’Ucraina possa arrivare a un tavolo negoziale e una politica orientata invece ad alimentare il conflitto. “Una cosa è una politica che garantisce che l’Ucraina arrivi al tavolo, un’altra è armare l’Ucraina per fare la guerra alla Russia”, ha sintetizzato.
Le parole del filosofo arrivano mentre Giuseppe Conte torna a chiedere chiarezza al Pd. Il leader del Movimento 5 Stelle ha sostenuto che prima di un eventuale programma comune dovranno essere fissati alcuni punti, contestando l’ipotesi che, con una futura vittoria di Schlein o di un altro candidato, si possano “mandare armi a go go in Ucraina” alimentando un’escalation che, secondo Conte, rischierebbe di condurre al terzo conflitto mondiale. A queste posizioni hanno replicato compatti i riformisti Dem, a partire da Lorenzo Guerini, Filippo Sensi e Lia Quartapelle.