Dewey Bozella fu condannato nel 1983 per l’omicidio della 92enne Emma Crapser. Dopo 26 anni di carcere, prove mai consegnate alla difesa portarono all’annullamento della condanna.
Nel 1977, la novantaduenne Emma Crapser venne uccisa nel proprio appartamento a Poughkeepsie, nello Stato di New York, dopo aver apparentemente sorpreso dei ladri. Dewey Bozella, allora diciottenne, venne inizialmente sospettato, ma le accuse furono abbandonate perché non esistevano prove sufficienti per procedere contro di lui.

Dewey Bozella: due condanne fondate su testimonianze controverse
Sei anni dopo, l’indagine riprese quando alcuni detenuti accusarono Bozella. Due dei principali testimoni ottennero benefici in cambio della loro collaborazione. Nel 1983, Bozella venne dichiarato colpevole di omicidio di secondo grado e condannato a una pena da 20 anni all’ergastolo.
Esisteva però un elemento importante: una impronta digitale trovata all’interno della finestra del bagno della vittima apparteneva a Donald Wise, un altro uomo collegato a crimini con caratteristiche simili. La prima condanna di Bozella venne annullata nel 1990 per irregolarità nella selezione della giuria. Al nuovo processo fu comunque nuovamente riconosciuto colpevole.
Bozella continuò sempre a dichiararsi innocente. Gli furono negate più volte richieste di libertà condizionale perché rifiutava di ammettere un delitto che sosteneva di non aver commesso.
Le prove nascoste e la libertà dopo 26 anni
L’Innocence Project esaminò il caso, ma le prove fisiche utili per eventuali analisi del DNA erano state distrutte. La vicenda passò quindi agli avvocati dello studio WilmerHale, che tra il 2008 e il 2009 scoprirono documenti mai consegnati alla difesa.
Tra questi c’erano dichiarazioni di testimoni che contraddicevano parti fondamentali dell’accusa e ulteriori elementi relativi a Donald Wise. Il 14 ottobre 2009 un giudice annullò la condanna, stabilendo che la mancata consegna di prove favorevoli alla difesa aveva violato i diritti costituzionali di Bozella.
La procura decise di non processarlo una terza volta, dichiarando di non avere prove sufficienti. Il 28 ottobre 2009, dopo 26 anni di detenzione, Bozella venne liberato. Nel 2011, a 52 anni, realizzò anche il sogno di disputare un incontro professionistico di boxe, vincendolo ai punti.