Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tra legge elettorale e voci sul Generale Roberto Vannacci con annessa stoccata alla sinistra.
Dopo aver punzecchiato a distanza nei giorni scorsi Sigfrido Ranucci, Ignazio La Russa ha fatto il punto sui principali dossier politici della maggioranza e, in un’intervista a Peter Gomez durante Fenix, la festa di Gioventù nazionale in corso a Roma, ha affrontato anche il tema delle prossime elezioni. L’ipotesi di un voto già in primavera o a giugno non sembra, secondo il presidente del Senato, quella più probabile.

Ignazio La Russa: elezioni e legge elettorale
In merito alle prossime elezioni, La Russa ha preso come riferimento le parole di Giorgia Meloni, che ha sottolineato come ci siano ancora molte cose da fare, e ha indicato come scenario più plausibile quello della scadenza naturale della legislatura. “La maggiore probabilità, ma poi nessuno ha la palla di vetro, sia quella di andare a votare a scadenza naturale, magari non a dicembre, ma all’inizio di ottobre”, ha affermato.
Prima delle urne resta però da completare l’iter della nuova legge elettorale, modificata recentemente dal Senato e ora destinata a tornare alla Camera. Il provvedimento prevede un premio di governabilità pari a 70 deputati e 35 senatori per la lista o la coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
Un meccanismo che La Russa ha difeso dalle critiche e dai paragoni con la cosiddetta “legge truffa” del 1953. Alla domanda sulla democraticità della nuova legge, ha risposto senza esitazioni: “Assolutamente sì”. Secondo La Russa, il premio di governabilità avrebbe infatti la funzione di “evitare il pareggio”. Il presidente del Senato ha richiamato inoltre una precedente posizione della Corte costituzionale sul premio di maggioranza, sostenendo che sia ammissibile quando la distanza tra il premio e il risultato ottenuto non è eccessiva. “Ha fissato il limite al 40%, noi diciamo il 42%”, arrivando quindi alla conclusione: “È assolutamente costituzionale, non perché lo dice La Russa, ma perché l’ha detto ufficialmente la Corte costituzionale”.
La stoccata alla sinistra su Vannacci
Nell’intervista ha trovato spazio anche il futuro di Roberto Vannacci e il possibile ritorno nella coalizione. La Russa ha respinto l’idea che Fratelli d’Italia debba considerare i sondaggi come una garanzia di vittoria e, sul rapporto con l’ex generale, definisce la questione anche “etica”. In questo senso non è mancata una frecciata alla sinistra: “Se fossimo come la sinistra, con questi sondaggi avremmo già baciato in bocca Roberto Vannacci e saremmo sicuri di vincere”.
Infine, commentando la posizione di Matteo Salvini, ha ammesso di non sapere “se posso dargli torto” qualora il leader della Lega considerasse un eventuale ritorno di Vannacci alla luce della fiducia che gli era stata accordata. “Chi tradisce una volta tradirà di nuovo”, ha chiosato ancora il presidente del Senato.