Novità nel caso di Noemi Impellizzeri: l’esito dell’autopsia avrebbe escluso il suicidio. Sarebbero stati trovati segni di strangolamento.
Il caso legato a Noemi Impellizzeri potrebbe essere giunto ad una svolta. Dopo le parole in televisione dell’unico indagato per la morte della donna, ecco l’esito dell’autopsia che avrebbe escluso l’ipotesi di suicidio. A parlarne è stato l’avvocato della famiglia della vittima, intervenuto nel corso della trasmissione ‘Ore 14’.

Noemi Impellizzeri: l’esito dell’autopsia
L’autopsia sul corpo di Noemi Impellizzeri, la giovane trovata morta lo scorso agosto nella sua abitazione di Riposto, in provincia di Catania, avrebbe fatto emergere elementi compatibili con una morte violenta. Gli accertamenti medico-legali avrebbero infatti rilevato sul corpo segni riconducibili allo strangolamento, mettendo in discussione l’ipotesi iniziale del suicidio.
A evidenziare questi elementi è stato il medico nominato dalla famiglia della ragazza. Anche l’avvocato dei familiari, Angelo Patané, intervistato dalla trasmissione ‘Ore 14’, ha sottolineato le conclusioni degli accertamenti. Secondo quanto riferito dal legale, il medico legale avrebbe individuato sul corpo di Noemi segni di strangolamento differenti da quelli provocati dall’impiccamento.
La ricostruzione della vicenda porta così l’attenzione sull’ipotesi che la giovane sia stata uccisa e che solo successivamente il suo corpo sia stato appeso a una corda, con l’obiettivo di simulare un suicidio. Noemi era stata infatti trovata impiccata nella sua casa dall’amico Tony Proietto, attualmente indagato per la vicenda.
Il dettaglio legato all’assenza di fumo
Un altro elemento emerso dagli accertamenti riguarda l’incendio divampato nell’abitazione. Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’impiccagione e il successivo rogo potrebbero essere stati messi in atto per costruire una scena diversa da quella di un omicidio. L’autopsia avrebbe inoltre rilevato l’assenza di tracce di fumo nelle narici e nella trachea della giovane. Un dato che indicherebbe che Noemi era già morta quando l’abitazione è stata interessata dalle fiamme.
Proietto è al momento l’unico indagato per la morte della ragazza. L’uomo sarebbe stato l’ultimo a vedere Noemi, due sere prima del decesso. Quel giorno i due avevano trascorso il pomeriggio insieme a Giarre, dove Proietto vive con la famiglia, e successivamente lui l’avrebbe riaccompagnata a casa. In seguito, secondo il suo racconto, sarebbe uscito dall’abitazione per cercare i familiari della giovane, trovando al suo ritorno la casa in fiamme.