Le parole dell’indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, morta nel Catanese. La corda e cosa non torna sul caso.
Tony Proietto, unico indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, è intervenuto in diretta a ‘Ore 14’, la trasmissione di Rai 2 condotta da Salvo Sottile, per ricostruire quanto accaduto alla donna, trovata morta nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese, il 23 agosto scorso. Sulla vicenda sono ancora in corso le indagini.

Noemi Proietto: la morte di Noemi e la corda
Proietto ha innanzitutto parlato del rapporto con Noemi, precisando che tra loro c’era una forte amicizia. “C’erano voci in paese che eravamo amanti anche se eravamo solo buonissimi amici”, ha raccontato, spiegando di non aver dato particolare peso a quelle indiscrezioni.
Nel corso dell’intervista ha poi ricostruito le ore precedenti alla morte. Secondo il suo racconto, durante una videochiamata Noemi gli avrebbe mostrato una corda che si trovava a terra. La mattina successiva, inoltre, Proietto avrebbe trovato alcuni suoi messaggi di addio.
“Il sabato sera, dalle 21, non riuscivo a contattarla”, ha spiegato a Sottile. Prima di tornare a casa, quindi, ha deciso di andare a cercarla. Una volta arrivato nell’abitazione, ha raccontato di averla trovata impiccata. “In quel momento sono stato preso dalla paura e sono uscito subito dalla casa, senza chiamare i soccorsi”, ha detto.
Proietto ha riferito di essere stato successivamente tormentato dal rimorso, anche perché Noemi gli aveva mostrato la corda e inviato i messaggi. “Non avevo creduto che avrebbe potuto farla finita”, ha affermato.
Rispetto all’ipotesi di un omicidio, Proietto ha detto di non sapere chi possa aver ucciso Noemi e di non ritenere che la donna avesse nemici.
L’ipotesi del suicidio: parla l’avvocato di Proietto
Il suo avvocato, Ivan Siragusa, ha invece ribadito che la principale ipotesi della difesa è quella del suicidio. “Quella di omicidio è tutta da verificare e al momento è destituita di fondamento”, ha dichiarato, aggiungendo di attendere gli esiti delle indagini. Secondo il legale, Proietto avrebbe detto la verità e, “a meno che non abbia il dono dell’ubiquità”, la sua posizione sarà stralciata.
Siragusa ha infine sostenuto che l’incendio sarebbe scollegato dalla morte di Noemi, ipotizzando che possa essere stato appiccato da qualcuno per nascondere qualcosa. “Siamo solidali con la famiglia e siamo alla ricerca della verità”, ha concluso.