Ci sarebbe alta tensione tra Sigfrido Ranucci e la redazione di Report dopo le note vicende e la scelta della Rai di andare avanti senza di lui.
La presenza di Sigfrido Ranucci negli uffici di Report avrebbe creato malumori tra alcuni giornalisti e autori della trasmissione. A riferirlo è il Corriere della Sera, secondo cui una parte degli storici collaboratori del programma starebbe valutando di lasciare la redazione nel caso in cui il conduttore venisse reintegrato dal tribunale del lavoro, cosa per la quale il diretto interessato ha fatto appunto ricorso.

Tensioni tra Ranucci e la redazione di Report: cosa filtra
Il quotidiano racconta che, tra gli inviati e gli autori che lavorano a Report, circolerebbe l’ipotesi di fare le valigie qualora il giudice dovesse decidere per il ritorno di Ranucci. Una situazione che, sempre secondo la ricostruzione del Corriere, sarebbe legata anche alle modalità con cui l’ex frontman del programma si presenta negli uffici.
Stando a quanto riportato, Ranucci si recherebbe talvolta a sorpresa nella redazione, entrando e salutando i suoi ex collaboratori prima di fermarsi nella sua “officina”. La sua presenza, secondo il racconto pubblicato dal quotidiano, sarebbe diventata motivo di attenzione tra i membri dell’attuale squadra, tanto che nella nuova chat di Report, dalla quale Ranucci sarebbe stato estromesso, verrebbe segnalato il suo arrivo.
Sempre secondo il Corriere, i nuovi co-conduttori Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, insieme ai co-autori Giulio Valesini e Bernardo Iovene, si sposterebbero in un’altra parte degli uffici per discutere lontano da lui. Un inviato avrebbe inoltre raccontato: “Se c’è lui a volte discutiamo nei corridoi per non farci sentire”.
La smentita del giornalista sui social
La ricostruzione del quotidiano è stata però contestata direttamente da Ranucci. Attraverso i propri canali social, il giornalista ha definito l’articolo “ennesimo articolo falso” e ha riferito che il Cdr approfondimento avrebbe smentito quanto scritto dal Corriere della Sera.
Ranucci ha inoltre ridimensionato la portata della vicenda, sostenendo che la posizione descritta nell’articolo riguarderebbe soltanto “2-3 giornalisti” su un totale di 43 persone impiegate nella trasmissione. Secondo la sua versione, inoltre, il resto della redazione sarebbe stato all’oscuro dell’intervista rilasciata in forma anonima.