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Furto alla Collezione Bührle: quattro capolavori rubati a Zurigo
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Il furto delle opere d’arte dalla Collezione Bührle, il colpo da 180 milioni di franchi

ladro che compie un furto

Nel 2008 tre uomini armati rubarono quattro dipinti di Cézanne, Degas, Van Gogh e Monet dalla Collezione Bührle di Zurigo. Tutte le opere furono infine recuperate.

Il 10 febbraio 2008, tre uomini mascherati e armati entrarono nella Collezione E.G. Bührle di Zurigo e portarono via quattro capolavori per un valore complessivo stimato in circa 180 milioni di franchi svizzeri. La polizia lo descrisse come il più grande furto d’arte mai avvenuto in Svizzera e uno dei più importanti in Europa.

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Ladro – newsmondo.it

Collezione Bührle: tre rapinatori e quattro capolavori

Poco prima delle 16:30, i tre uomini entrarono nella villa nel quartiere Seefeld mentre il museo era aperto. Uno dei rapinatori minacciò con una pistola personale e visitatori, costringendoli a terra, mentre gli altri due raggiunsero la sala espositiva e staccarono quattro quadri dalle pareti. Nessuno rimase ferito.

Le opere erano Il ragazzo con il gilè rosso di Paul Cézanne, Ludovic Lepic e le sue figlie di Edgar Degas, Ramo di castagno in fiore di Vincent van Gogh e Campo di papaveri a Vétheuil di Claude Monet. Il solo Cézanne venne valutato circa 100 milioni di franchi. I ladri caricarono i dipinti su un veicolo bianco e fuggirono.

Due quadri subito recuperati, gli altri dopo quattro anni

Il 18 febbraio 2008, appena otto giorni dopo il colpo, la polizia trovò Monet e Van Gogh sul sedile posteriore di un’automobile lasciata aperta nel parcheggio della clinica psichiatrica Burghölzli, a circa 500 metri in linea d’aria dal museo. Entrambi erano intatti.

Degas e Cézanne rimasero invece scomparsi molto più a lungo. Un’indagine internazionale denominata “Europe Prsluk” coinvolse fino a 30 investigatori di sei Paesi. Il Degas venne recuperato alcuni mesi prima dell’aprile 2012, ma le autorità mantennero segreta la notizia per non compromettere la ricerca dell’ultimo quadro.

La svolta definitiva arrivò l’11 aprile 2012 a Belgrado, dove la polizia serba recuperò Il ragazzo con il gilè rosso e arrestò quattro sospettati. Il quadro era stato nascosto all’interno di un’automobile e venne formalmente identificato dal direttore della Fondazione Bührle. Il 23 aprile tornò in Svizzera. Dopo oltre quattro anni, tutte e quattro le opere rubate erano state recuperate.

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ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2026 19:28

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