La storia del furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, trafugata a Palermo nel 1969 e mai ritrovata tra piste mafiose e testimonianze contrastanti.
Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969, uno dei capolavori più importanti di Caravaggio scomparve dall’Oratorio di San Lorenzo, a Palermo. La Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi venne rimossa dalla sua collocazione sopra l’altare e da allora non è mai stata recuperata. Il furto è ancora oggi incluso dall’FBI tra i suoi “Top Ten Art Crimes”.
Il dipinto, tradizionalmente datato al 1609, era una grande tela realizzata da Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Al momento del furto l’oratorio disponeva di misure di sicurezza estremamente limitate. Secondo le ricostruzioni investigative, i ladri entrarono durante la notte e staccarono la tela dalla cornice. La scomparsa venne scoperta soltanto il giorno successivo.

Natività di Caravaggio: il furto e l’ombra di Cosa Nostra
L’identità materiale degli autori non è mai stata accertata definitivamente. Con il passare degli anni, tuttavia, le indagini si sono concentrate sempre più sulla mafia siciliana.
La Commissione parlamentare antimafia dedicò al caso una specifica indagine, conclusa nel 2018 con una relazione ufficiale. Il documento sottolineava come il furto fosse stato da tempo ricondotto all’ambiente mafioso, pur senza essere riusciti a identificare con certezza tutti i responsabili né a determinare definitivamente la sorte dell’opera.
Nel corso dei decenni diversi collaboratori di giustizia hanno fornito versioni spesso incompatibili.
Gaspare Spatuzza raccontò che il quadro sarebbe finito nelle mani della famiglia mafiosa Pullarà e sarebbe stato conservato in condizioni talmente precarie da essere danneggiato da animali, per poi venire distrutto.
Una ricostruzione completamente diversa arrivò invece da Gaetano Grado. Secondo le dichiarazioni esaminate dalla Commissione antimafia, l’opera sarebbe passata attraverso il boss Gaetano Badalamenti, che l’avrebbe fatta arrivare in Svizzera per venderla sul mercato clandestino.
Distrutta, venduta o ancora nascosta?
La pista emersa nel 2018 riaccese le speranze che almeno una parte della Natività potesse essere sopravvissuta. Secondo quella ricostruzione, un antiquario svizzero avrebbe preso in consegna l’opera e il dipinto potrebbe essere stato tagliato in più parti per facilitarne la vendita clandestina. La Commissione trasmise quindi gli elementi raccolti alla Procura di Palermo per ulteriori approfondimenti.
Nessuna di queste ipotesi, però, ha portato finora al recupero del quadro. L’FBI continua a indicarlo come opera ricercata e ne riporta un valore stimato di circa 20 milioni di dollari.
Al posto dell’originale, nell’Oratorio di San Lorenzo è oggi esposta una riproduzione, realizzata utilizzando fotografie e tecnologie digitali.
A più di mezzo secolo dal furto, quindi, la certezza fondamentale rimane una sola: la Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi scomparve a Palermo nell’ottobre 1969. Non è mai stato accertato definitivamente se sia stata distrutta, smembrata e venduta oppure se esista ancora nascosta da qualche parte.