La storia di Ian Brady e Myra Hindley, responsabili dell’omicidio di cinque bambini e adolescenti tra il 1963 e il 1965. Le vittime, le indagini, il processo e le condanne.
Tra il 1963 e il 1965, la zona di Manchester, in Inghilterra, fu teatro di una serie di delitti che sconvolsero profondamente l’opinione pubblica britannica. I responsabili erano Ian Brady e Myra Hindley, una coppia che attirava bambini e adolescenti con l’inganno, sottoponendoli a violenze prima di ucciderli.
I loro crimini divennero conosciuti come “Moors Murders”, gli omicidi delle brughiere, perché diverse vittime furono sepolte nella desolata area di Saddleworth Moor, nelle Pennine, a nord-est di Manchester.
Brady, nato nel 1938, e Hindley, nata nel 1942, si erano conosciuti lavorando nella stessa azienda. La relazione sentimentale si trasformò progressivamente in un legame criminale che avrebbe portato all’omicidio di cinque giovani tra i 10 e i 17 anni.

Ian e Myra Hindley: le cinque vittime e gli omicidi nelle brughiere
La prima vittima fu Pauline Reade, 16 anni, scomparsa il 12 luglio 1963 mentre si dirigeva a una festa. Hindley la convinse a salire sulla propria automobile con il pretesto di aiutarla a cercare un guanto smarrito. La ragazza venne condotta a Saddleworth Moor, dove fu assassinata.
Il 23 novembre 1963 toccò a John Kilbride, 12 anni, attirato nella vettura della coppia dopo essere stato avvicinato nei pressi di un mercato di Ashton-under-Lyne. Anche lui venne ucciso e sepolto nella brughiera.
Il 16 giugno 1964 scomparve Keith Bennett, 12 anni, mentre si recava dalla nonna. Il bambino fu sequestrato dalla coppia e non fece mai ritorno.
La quarta vittima fu Lesley Ann Downey, 10 anni, rapita il 26 dicembre 1964 dopo essere stata avvicinata nei pressi di un luna park.
La bambina venne portata nell’abitazione dei due assassini. Durante le violenze, Brady e Hindley registrarono un nastro audio contenente le suppliche della vittima, successivamente recuperato dagli investigatori e utilizzato come prova nel processo.
L’ultimo omicidio avvenne il 6 ottobre 1965. La vittima fu Edward Evans, 17 anni, attirato nell’abitazione della coppia a Hattersley.
La scoperta dei delitti e le condanne all’ergastolo
L’assassinio di Evans segnò la fine della serie criminale.
Brady uccise il ragazzo davanti a David Smith, cognato di Myra Hindley, che era stato chiamato nell’abitazione. Smith, sconvolto dall’accaduto, denunciò l’omicidio alla polizia.
Gli agenti arrestarono Brady e avviarono le indagini, scoprendo progressivamente altri elementi che collegavano la coppia alle sparizioni.
Durante le perquisizioni vennero recuperati fotografie, documenti e il nastro audio relativo all’omicidio di Lesley Ann Downey. Le ricerche a Saddleworth Moor portarono al ritrovamento dei corpi di Downey e Kilbride.
Il 6 maggio 1966, al termine del processo celebrato a Chester, Ian Brady venne condannato all’ergastolo per tre omicidi: quelli di John Kilbride, Lesley Ann Downey ed Edward Evans.
Myra Hindley fu condannata all’ergastolo per gli omicidi di Downey ed Evans, oltre a ricevere sette anni di reclusione per aver aiutato Brady dopo l’uccisione di Kilbride.
Negli anni Ottanta emerse anche la loro responsabilità per gli omicidi di Pauline Reade e Keith Bennett, per i quali non erano stati processati nel 1966. Le nuove ricerche consentirono di recuperare nel 1987 il corpo di Pauline Reade.
I resti di Keith Bennett, invece, non sono mai stati ritrovati, nonostante le numerose operazioni di ricerca.
Myra Hindley morì in detenzione il 15 novembre 2002, a 60 anni. Ian Brady morì il 15 maggio 2017, a 79 anni, presso l’ospedale psichiatrico di massima sicurezza di Ashworth.