Nuovi dettagli sul caso della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta a Bordighera. Dalla cocaina all’incidente probatorio.
La piccola Beatrice, la bambina di appena due anni trovata morta a Bordighera lo scorso febbraio, sarebbe stata esposta alla cocaina per un periodo prolungato. Le analisi effettuate sui suoi capelli hanno infatti rilevato un picco di concentrazione della sostanza pari a sei volte la soglia di positività . Secondo gli accertamenti, il periodo interessato sarebbe durato circa quattro mesi, un dato che indica un’esposizione continuativa nel tempo.

Beatrice morta a Bordighera: “Esposta alla cocaina”
Resta però da chiarire in che modo la piccola sia entrata in contatto con la droga. Al momento, gli esami non consentono di stabilire se la cocaina le sia stata somministrata direttamente oppure se sia stata inalata accidentalmente, perché presente nell’ambiente domestico. Saranno le indagini a cercare di ricostruire quanto accaduto. Un passaggio decisivo è atteso per domani, venerdì 16 ottobre, quando si terrà l’incidente probatorio.
L’udienza sarà particolarmente delicata perché verranno ascoltate le due sorelline della vittima, di otto e dieci anni. Questa procedura consente di acquisire prove durante le indagini preliminari, senza dover attendere l’eventuale processo in aula. Per proteggere le bambine ed evitare che abbiano contatti visivi diretti con gli altri partecipanti, le audizioni si svolgeranno con modalità specifiche.
L’incidente probatorio: i dettagli
Come riportato da Repubblica, citata da Open, in una stanza adiacente, separata da uno specchio unidirezionale, saranno presenti la pubblico ministero Veronica Meglio, i legali della difesa e il padre biologico di Beatrice, attualmente detenuto per ragioni estranee alla vicenda. La madre, Emanuela Aiello, e l’ex compagno Manuel Iannuzzi, 42 anni, parteciperanno invece in videocollegamento. Entrambi sono stati arrestati con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. Le domande rivolte alle minori potranno essere formulate dalle parti esclusivamente attraverso il giudice.
Secondo la ricostruzione della Procura di Imperia, la piccola sarebbe morta in seguito ai maltrattamenti attribuiti alla madre e al suo compagno. La bambina sarebbe deceduta nell’abitazione dell’uomo e sarebbe stata successivamente trasferita nella casa della madre, dalla quale sarebbero stati chiamati i soccorsi.
Le due sorelline avevano già raccontato agli investigatori il clima di violenza che avrebbero vissuto nella casa di Perinaldo. Nelle precedenti audizioni avevano riferito anche di aver tentato invano di far aprire gli occhi alla madre, nella speranza di fermare i maltrattamenti contro la sorellina. L’udienza di domani rappresenterà un ulteriore passaggio per approfondire la vicenda.