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Gary Gilmore, il condannato a morte che rifiutò la grazia e scelse di essere fucilato

uomo in carcere dietro le sbarre

La storia di Gary Gilmore, condannato a morte nello Utah per un omicidio del 1976. Il rifiuto dei ricorsi, la scelta del plotone d’esecuzione e la fucilazione del 17 gennaio 1977.

Il 17 gennaio 1977, nel penitenziario statale dello Utah, un uomo di 36 anni venne giustiziato da un plotone d’esecuzione. Si chiamava Gary Mark Gilmore ed era stato condannato a morte per un omicidio commesso pochi mesi prima.

La sua esecuzione rappresentò un passaggio storico per gli Stati Uniti: fu la prima esecuzione capitale dopo quasi dieci anni, nonché la prima successiva alla decisione con cui la Corte Suprema, nel 1976, aveva consentito la ripresa della pena di morte attraverso nuove procedure costituzionalmente ammissibili.

A rendere il caso particolarmente controverso fu soprattutto il comportamento del condannato. Gilmore, infatti, rifiutò di impugnare la sentenza e si oppose ai tentativi di salvarlo, insistendo affinché la pena venisse eseguita.

Cella carcere
Cella carcere – newsmondo.it

Gary Gilmore: i due omicidi del luglio 1976 e la condanna alla pena capitale

Nato il 4 dicembre 1940 a McCamey, in Texas, Gilmore aveva trascorso gran parte della propria vita tra riformatori, istituti penitenziari e brevi periodi di libertà.

Nell’aprile 1976 era stato rilasciato sulla parola e si era trasferito a Provo, nello Utah, dove alcuni parenti avevano cercato di aiutarlo a ricostruirsi una vita.

Il 19 luglio 1976, Gilmore entrò in una stazione di servizio a Orem e rapinò Max Jensen, 24 anni, un giovane impiegato che studiava alla Brigham Young University.

Nonostante Jensen avesse obbedito alle sue richieste, Gilmore gli sparò, uccidendolo.

La sera successiva, il 20 luglio, si recò al City Center Motel di Provo, dove rapinò Bennie Bushnell, anche lui ventiquattrenne.

Bushnell consegnò il denaro richiesto, ma venne ugualmente assassinato.

Durante la fuga Gilmore si ferì accidentalmente a una mano con la propria pistola. Le tracce di sangue, le testimonianze e le informazioni fornite dai familiari contribuirono alla sua identificazione e al successivo arresto.

Il processo iniziò il 5 ottobre 1976 e si concentrò sull’omicidio di Bushnell. Sebbene Gilmore fosse stato accusato di entrambi i delitti, venne processato e condannato soltanto per l’uccisione di Bushnell.

Il 7 ottobre 1976, la giuria lo riconobbe colpevole di omicidio di primo grado e pronunciò la condanna a morte.

Il rifiuto dei ricorsi e la fucilazione del 17 gennaio 1977

Dopo la sentenza, Gilmore sorprese i propri avvocati dichiarando di non voler presentare ricorso contro la condanna.

La madre Bessie e diverse organizzazioni contrarie alla pena capitale tentarono di ottenere una sospensione, ma l’uomo continuò a opporsi.

Il caso raggiunse la Corte Suprema degli Stati Uniti, che nel dicembre 1976 riconobbe la validità della sua rinuncia consapevole ai ricorsi.

Gilmore aveva inoltre scelto il plotone d’esecuzione, una delle modalità allora previste dalla legislazione dello Utah.

La mattina del 17 gennaio 1977, venne condotto in un edificio situato all’interno del penitenziario di Draper.

Fu legato a una sedia davanti a cinque tiratori armati di fucile. Alla richiesta di pronunciare le ultime parole, rispose con una frase destinata a diventare celebre: “Let’s do it”, traducibile come “Facciamolo”.

Alle 8:07, il plotone sparò, uccidendolo.

Gilmore aveva chiesto che alcuni suoi organi fossero donati dopo la morte. Le sue cornee vennero effettivamente utilizzate per due trapianti.

L’esecuzione suscitò un enorme dibattito nazionale sulla pena capitale, sul diritto di un condannato a rinunciare ai ricorsi e sulle responsabilità dello Stato nell’applicare la pena di morte.

La vicenda ispirò anche Norman Mailer, autore del romanzo-documentario The Executioner’s Song, pubblicato nel 1979 e vincitore del Premio Pulitzer nel 1980.

Il caso Gary Gilmore rimane uno spartiacque della storia giudiziaria americana: la sua esecuzione segnò concretamente la ripresa della pena capitale negli Stati Uniti, dopo la sospensione che aveva caratterizzato gli anni precedenti.

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ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2026 21:28

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