Le accuse terribili ad una coppia e le violenze ai danni della figlia. Cosa è successo e cosa hanno deciso i giudici.
Due coniugi tedeschi, rispettivamente di 45 e 41 anni, sono sotto processo davanti al tribunale regionale di Ellwangen, nel Baden-Württemberg, con accuse gravissime: stupro, abuso sessuale di una persona sottoposta a tutela e abuso sessuale aggravato su minori. Al centro del procedimento ci sono le presunte violenze che la coppia avrebbe commesso ai danni della figlia, quando la bambina aveva appena 11 anni. La vicenda è emersa dopo che sempre in Germania si era parlato di una poliziotta trans che avrebbe molestato e abusato una minorenne, anche in questo caso sua figlia.

Coppia accusata di violenze sulla figlia: i fatti
Secondo quanto emerso durante le udienze, la ragazza, che oggi ha 13 anni, sarebbe stata vittima anche di un terzo uomo. I genitori avrebbero infatti coinvolto negli abusi ripetuti un loro conoscente, un cittadino croato di 54 anni. Una vicenda sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare piena luce, ricostruendo quanto sarebbe accaduto all’interno del contesto familiare.
A far emergere i fatti sarebbero stati i racconti della giovane a una persona adulta, che avrebbe deciso di rivolgersi alla polizia. La tredicenne vive attualmente in una struttura di accoglienza e dovrebbe essere ascoltata in tribunale per testimoniare su quanto avrebbe subito. Gli inquirenti sospettano inoltre che la ragazza possa essere stata sottoposta a minacce e intimidazioni per impedirle di raccontare gli abusi.
Le indagini e la decisione dei giudici
Stando alle accuse, i genitori l’avrebbero terrorizzata prospettandole conseguenze terribili qualora avesse cercato di opporsi: tra le minacce riferite figurerebbero scariche elettriche e la costrizione a “mangiarsi i propri occhi”. I due imputati rischiano, se riconosciuti colpevoli, fino a 15 anni di carcere.
Intanto, la posizione del presunto complice ha aperto un ulteriore fronte polemico. Il cittadino croato, infatti, è attualmente ricercato con un mandato di arresto internazionale, ma la sua fuga sarebbe stata preceduta da una controversa decisione giudiziaria.
L’uomo aveva trascorso sei mesi in custodia cautelare, prima di essere rimesso in libertà dal tribunale regionale. La motivazione indicata dai giudici era l'”assenza di un forte sospetto di colpevolezza”. Successivamente, la corte d’appello ha annullato quella decisione. Nel frattempo, però, del cinquantaquattrenne si sono perse le tracce. La sua irreperibilità alimenta le polemiche sulla gestione del caso, mentre il processo ai coniugi prosegue.