La decisione di Simonetta Matone: addio alla Lega dopo la rielezione di Matteo Salvini come leader del partito e il passaggio a Forza Italia.
Non solo il curioso ritrovamento di un anello di grande valore nei bagni della Camera. Simonetta Matone sta facendo parlare di sé anche per questioni strettamente politiche. In particolare della sua scelta, dopo la rielezione di Matteo Salvini a leader della Lega, di lasciare il partito e scegliere una nuova avventura con Forza Italia.

Simonetta Matone lascia la Lega per Forza Italia
Nelle ore successive alla conferma di Matteo Salvini come leader della Lega a seguito del Congresso, Simonetta Matone ha deciso di lasciare il partito e di passare a Forza Italia. L’annuncio, arrivato nei giorni scorsi, è stato confermato anche da FI: “Benvenuta a Simonetta Matone, che da oggi entra in Forza Italia. La sua vocazione garantista e la sua esperienza rappresentano un importante valore aggiunto per il nostro movimento e una risorsa preziosa per rafforzare il nostro impegno per una giustizia giusta, per la tutela dei diritti e delle garanzie dei cittadini. Forza Italia è la casa naturale di chi crede nella libertà , nello Stato di diritto e in una giustizia pienamente rispettosa delle garanzie individuali. L’ingresso di Simonetta Matone arricchisce la nostra comunità politica e conferma la capacità del nostro movimento di attrarre personalità di grande esperienza e competenza“, ha dichiarato Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia.
Le motivazioni: “Una scelta politica”
Al Corriere della Sera, la stessa Matone ha voluto motivare l’addio alla Lega: “La mia è stata una scelta politica”, ha rivendicato l’ex magistrato. E ancora: “Allora, non sono ‘Alice nel paese delle meraviglie’, altrimenti non avrei potuto fare per 40 anni il magistrato. In questa fase della mia vita, nella quale mi sto occupando di politica, ho capito che la parola ‘sovranismo’ viene usata principalmente come slogan elettorale. E poiché non voglio contribuire a diffondere false illusioni, ho cercato nuove opportunità per contribuire alla rinascita di una democrazia liberale”.
Un altro tema di divisione con la Lega, per ammissione della Matone, è stato anche l’impegno con Kiev sulle armi: “Anche su questo argomento, e non certo da oggi, non sono d’ accordo. Seguo la politica del governo, e basta. La politica estera la decidono il ministro degli Esteri e la presidente del Consiglio”, ha precisato la donna dicendosi pronta e in linea in questo momento più con Forza Italia.