Al Congresso della Lega, Matteo Salvini è stato riconfermato segretario del partito vincendo con oltre il 75% dei voti. Niente da fare per Garavaglia.
Matteo Salvini resta alla guida della Lega. Il segretario uscente ha ottenuto 465 voti al congresso straordinario del partito, celebrato a Milano, raccogliendo il 65,96% delle preferenze espresse dai 705 delegati. Il suo sfidante, il senatore Massimo Garavaglia, si è fermato a 146 voti, pari al 20,71% del totale.

Congresso Lega: Salvini confermato leader
Niente da fare per lo sfidante Garvaglia: Matteo Salvini resta numero uno della Lega. Il vicepremier ha ottenuto oltre il 75% delle preferenze, un risultato che conferma appunto il Ministro dei Trasporti alla guida del Carroccio. Da segnalare come la votazione abbia registrato anche una quota significativa di schede che non sono andate a nessuno dei due candidati.
All’appello mancano infatti circa 94 voti, corrispondenti al 13,33% dei delegati: si tratta di astensioni, schede bianche e schede nulle. Considerando esclusivamente i 611 voti validi, il peso delle due candidature cambia. Salvini raggiunge il 76,1%, mentre Garavaglia ottiene il 23,9%. La consultazione si è svolta attraverso il voto segreto, consentendo ai partecipanti di esprimere la propria scelta senza dichiararla pubblicamente.
Il confronto segna una differenza rispetto al precedente congresso della Lega, tenutosi a Firenze nell’aprile 2025. In quell’occasione Salvini era stato riconfermato senza una votazione, perché nessun altro candidato si era presentato per contendergli la segreteria. La sua permanenza al vertice era stata quindi sancita per acclamazione, con il consenso unanime della platea congressuale.
Le prime parole del leader leghista
Subito dopo la conferma, Salvini è intervenuto dal palco rivolgendosi anche ai mezzi di informazione. Il leader leghista ha criticato alcune testate, sostenendo che in determinati contesti il racconto dei fatti venga subordinato alle aspettative degli editori. “Sperano che la Lega muoia da 40 anni e per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso”, ha dichiarato, contestando quello che considera un modo distorto di rappresentare la realtà politica.
Nel suo intervento, Salvini ha affrontato anche il tema della durata del governo. Secondo il segretario, l’esecutivo deve proseguire il proprio lavoro fino alla scadenza naturale della legislatura. “Non si capirebbe perché il governo più longevo d’Italia non sta in ufficio a fare il lavoro che i cittadini ci chiedono di fare”, ha affermato, chiedendo che il mandato arrivi al termine previsto.