Quantcast
Blair Adams: il misterioso omicidio del 1996 rimasto irrisolto
Vai al contenuto

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Blair Adams, la fuga disperata conclusa con una morte misteriosa

Scena del crimine

La storia di Blair Adams, il canadese trovato assassinato nel Tennessee nel 1996. La fuga improvvisa, i soldi e l’oro accanto al corpo, l’autopsia e le indagini senza soluzione.

La mattina dell’11 luglio 1996, due operai scoprirono il cadavere di un uomo nel parcheggio di un albergo ancora in costruzione, vicino a Knoxville, nel Tennessee. La vittima era Robert Dennis Blair Adams, un canadese di 31 anni che aveva attraversato gli Stati Uniti dopo aver confidato ad amici e familiari di temere per la propria vita.

Il corpo era parzialmente svestito e presentava evidenti segni di violenza. Intorno erano sparsi quasi 4.000 dollari in contanti, mentre una borsa conteneva lingotti d’oro, monete preziose e gioielli.

Gli investigatori esclusero che una semplice rapina potesse spiegare il delitto. Ancora più difficile fu comprendere perché Adams, residente a migliaia di chilometri di distanza, fosse arrivato proprio in quella località.

scena del crimine in un terreno fangoso con segnalini di prove
scena del crimine – newsmondo.it

Blair Adams: la fuga dal Canada e le ultime immagini nell’albergo

Blair Adams viveva a Surrey, nella Columbia Britannica, dove lavorava come caposquadra in un’impresa edile.

Nelle settimane precedenti alla morte, secondo le testimonianze raccolte, aveva cominciato a comportarsi in maniera insolita. Dormiva poco, appariva agitato e aveva interrotto gli incontri degli Alcolisti Anonimi, che frequentava da tempo.

Il 5 luglio 1996 prelevò quasi tutti i propri risparmi e svuotò una cassetta di sicurezza, raccogliendo denaro, oro e gioielli.

Tentò inizialmente di entrare negli Stati Uniti attraverso il confine canadese, ma le autorità americane gli negarono l’accesso perché sospettavano che potesse trasportare denaro collegato al traffico di droga. Non emerse tuttavia alcuna prova di un suo coinvolgimento.

Adams acquistò anche un biglietto aereo per Francoforte, in Germania, senza utilizzarlo.

Il 9 luglio riuscì finalmente a entrare negli Stati Uniti, raggiunse Seattle e acquistò un volo di sola andata per Washington D.C., dove arrivò il giorno successivo.

Da lì noleggiò un’automobile e guidò fino al Tennessee.

Il 10 luglio, presso una stazione di servizio di Knoxville, rimase bloccato perché non riusciva ad aprire l’auto: stava utilizzando le chiavi di un veicolo noleggiato precedentemente.

Un soccorritore lo accompagnò al Fairfield Inn, dove prenotò una camera.

Le telecamere dell’albergo lo ripresero mentre entrava e usciva ripetutamente dalla hall, apparentemente nervoso.

Alle 19:37 lasciò definitivamente la struttura, senza aver apparentemente utilizzato la stanza.

Furono le ultime immagini conosciute di Blair Adams vivo.

Il cadavere seminudo, l’autopsia e le ipotesi sull’assassino

Circa dodici ore dopo, gli operai trovarono il suo corpo nel parcheggio di un albergo in costruzione, dall’altra parte dell’autostrada.

Adams era svestito dalla vita in giù, con gli indumenti e le scarpe abbandonati nelle vicinanze.

Accanto al cadavere erano presenti banconote americane, canadesi e tedesche. Un marsupio conteneva quasi cinque once d’oro, monete di platino e gioielli.

L’autopsia rivelò numerose ferite e abrasioni. Un violento colpo all’addome aveva provocato la perforazione dello stomaco e uno shock settico, causando la morte.

Alcune lesioni furono considerate compatibili con una possibile aggressione sessuale, senza che questa circostanza venisse definitivamente accertata.

Gli investigatori recuperarono inoltre un lungo capello appartenente a un’altra persona, stretto nella mano della vittima.

Secondo quanto riferito dagli agenti, Adams aveva probabilmente cercato di difendersi.

Le indagini esaminarono diverse possibilità, tra cui un incontro occasionale degenerato in un’aggressione. Alcuni investigatori ipotizzarono che l’uomo potesse aver incontrato qualcuno nella zona, frequentata all’epoca anche da persone coinvolte nella prostituzione.

Nessuna pista produsse però prove sufficienti per identificare un responsabile.

Rimase irrisolto anche il mistero del suo viaggio. Adams stava davvero fuggendo da qualcuno oppure la paura che aveva manifestato non era collegata al delitto? Non esistono elementi conclusivi per rispondere.

Nel 2017, gli investigatori confermarono che nessuno era stato incriminato e che le prove disponibili erano estremamente limitate.

Leggi anche
Seviziato dalla moglie: “Obbligato a mangiare dalla ciotola del cane”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026 19:44

Seviziato dalla moglie: “Obbligato a mangiare dalla ciotola del cane”

nl pixel