Cosa stanno cercando gli inquirenti sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina. Spunta l’idea del “killer al funerale”.
Un segreto scoperto da Sara Di Vita, forse attraverso un messaggio o una comunicazione privata, potrebbe nascondere la chiave per comprendere il duplice omicidio di Pietracatella. È una delle piste al vaglio degli investigatori che indagano sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne, avvelenate con la ricina nel dicembre 2025 in provincia di Campobasso. Tra le ipotesi investigative è emersa anche quella che l’autore del delitto, o un suo eventuale complice, possa aver partecipato ai funerali delle due vittime. Dalle indagini, lo ricordiamo, sarebbero state escluse definitamente due persone.

Madre e figlia avvelenate con la ricina: la prima ipotesi
Si tratta, al momento, di ricostruzioni e indiscrezioni non confermate ufficialmente. La Procura di Larino sta procedendo contro ignoti e sta cercando di chiarire ogni aspetto della vicenda. Secondo quanto emerso, Sara potrebbe aver scoperto alcuni mesi prima della morte una circostanza che qualcuno voleva mantenere riservata. La ragazza ne avrebbe eventualmente parlato con la madre e insieme avrebbero affrontato la persona interessata. Gli investigatori stanno verificando testimonianze e comunicazioni digitali per trovare eventuali riscontri.
L’idea del killer al funerale: le immagini sotto esame
Un altro fronte riguarda le esequie del 10 gennaio 2026, celebrate nel Santuario di Santa Maria di Costantinopoli. Come riferito il 30 ottobre a ‘Dentro la Notizia’, sarebbero al vaglio i filmati del funerale per verificare la presenza di persone considerate di interesse investigativo. Tra queste figurerebbe anche una donna molisana, residente forse in un comune vicino. Gli approfondimenti coinvolgerebbero inoltre alcune frequentazioni femminili di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara. Non è esclusa, tra le ipotesi, una possibile motivazione passionale, ancora tutta da dimostrare.
Si valuta anche l’eventuale coinvolgimento di due persone, con compiti differenti nella preparazione e nella somministrazione del veleno. Intanto sarebbero stati ridimensionati i sospetti iniziali su Alice Di Vita e su un tecnico di laboratorio amico della famiglia, entrambi esclusi dalle autorità .
Gli accertamenti tossicologici hanno stabilito che madre e figlia morirono per intossicazione acuta da ricina, ingerita attraverso una modalità ancora sconosciuta. Si indaga sugli alimenti consumati a partire dalla cena del 23 dicembre e sulle bevande assunte dopo il primo ricovero.
La Squadra Mobile di Campobasso e lo Sco, coordinati dalla procuratrice Elvira Antonelli, proseguono l’analisi dei dispositivi elettronici, gli approfondimenti con il Robert Koch Institut di Berlino e la ricostruzione del percorso dei rifiuti domestici.
Pietracatella: Gli inquirenti sono convinti che il killer abbia partecipato ai funerali di Antonella e Sara: sotto la lente le immagini di quel giorno in chiesa. #Dentrolanotizia https://t.co/lGYsb2qL98
— Dentro la Notizia (@dentronotiziatv) October 30, 2026