I piani per il futuro del presidente Usa, Donald Trump, dopo la bruciante sconfitta alle Midterm 2026. Cosa accadrà ora.
Le elezioni di midterm del 2026 si sono trasformate in una pesante sconfitta per Donald Trump. I Democratici hanno conquistato infatti il controllo di entrambe le camere del Congresso, Camera dei Rappresentanti e Senato, assicurandosi una vittoria che cambia gli equilibri politici degli Stati Uniti. I risultati disponibili hanno indicato che i Dem hanno conquistato praticamente tutti i seggi considerati decisivi alla vigilia del voto.

Midterm: la sconfitta di Trump
A rendere ancora più evidente la portata della sconfitta repubblicana sono i dati riportati dal New York Times. Negli Stati in cui il conteggio è ormai quasi concluso, lo spostamento delle preferenze verso i Democratici raggiunge circa 16 punti percentuali a livello nazionale. Un risultato ben diverso da quello del 2024, quando i Repubblicani avevano guadagnato cinque punti, contribuendo al ritorno di Trump alla Casa Bianca. Il cambiamento è particolarmente significativo in Tennessee e Kentucky, tradizionali roccaforti repubblicane, dove i Dem migliorano di 18 punti.
A pesare sono anche le sconfitte di diversi candidati sostenuti direttamente dal presidente. In Texas, James Taralico ha battuto Ken Paxton, diventando il primo democratico eletto al Senato dello Stato dal 1988. Nello stesso Stato, la governatrice conservatrice Greg Abbott è stata sconfitta dalla democratica Gina Hinojosa. Anche il Kansas passa ai Democratici con Adam Hamilton, primo eletto del partito dal 1932. In Maine Troy Jackson supera la repubblicana Susan Collins, mentre in Georgia Jon Ossoff viene riconfermato senatore. In South Carolina, Darline Graham perde contro Anni Andrews.
L’anatra zoppa: cosa succede al Presidente
Per Trump si apre ora una fase complicata, ma non è in discussione la permanenza alla Casa Bianca. Negli Stati Uniti, infatti, il presidente non dipende dalla fiducia del Parlamento e resterà in carica fino al gennaio 2029. Cambierà però la sua capacità di governare: con entrambe le camere controllate dall’opposizione, approvare leggi, ottenere finanziamenti e confermare le nomine presidenziali diventerà molto più difficile.
Il Congresso può inoltre avviare indagini sull’amministrazione e la Camera ha il potere di promuovere l’impeachment. Per rimuovere il presidente, tuttavia, occorre una maggioranza dei due terzi in Senato.
La situazione richiama così l’immagine della lame duck, l’anatra zoppa: un presidente politicamente indebolito e senza possibilità di ricandidarsi, considerando il limite costituzionale di due mandati. Intanto, la sconfitta apre la strada alla competizione per le presidenziali del 2028, con possibili ripercussioni sulla scelta del candidato repubblicano e sulla successione a Trump. Anche tra i Democratici si profila una sfida interna: trovare un equilibrio tra l’ala moderata e quella progressista.