Anni di violenze alle tre nipotine: accuse pesantissime ai danni di un uomo che, da parte sua, si è definito innocente.
Un uomo è stato arrestato nei primi giorni di settembre dai carabinieri della stazione di Cavagnolo, nel territorio della città metropolitana di Torino, con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti delle sue tre nipotine. L’indagine è stata condotta dai militari della stazione di Casalborgone, che hanno raccolto gli elementi necessari per ricostruire una vicenda che, secondo le contestazioni, sarebbe andata avanti per diversi anni. L’uomo, davanti alle accuse, si è proclamato completamente innocente.

Abusi sulle tre nipotine: le accuse allo zio orco
La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata alcune settimane fa dalla madre delle tre ragazze. Un passaggio decisivo sarebbe arrivato dalla sorella maggiore, diventata da poco maggiorenne, che avrebbe raccontato agli investigatori i soprusi che sostiene di avere subito fin dall’infanzia da parte dello zio. Le sue dichiarazioni avrebbero inoltre fatto emergere una situazione che, secondo l’accusa, avrebbe coinvolto anche le due sorelle più piccole.
Gli episodi contestati sarebbero iniziati nel 2016, quando le presunte vittime erano ancora bambine, e sarebbero continuati fino a poche settimane fa. I fatti sarebbero avvenuti in diversi comuni del territorio collinare torinese. Stando alle accuse, le condotte contestate consistevano in ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime.
La ricostruzione e la denuncia
Secondo la ricostruzione contenuta nel quadro accusatorio, lo zio avrebbe potuto approfittare della vicinanza familiare e della vulnerabilità delle bambine. Per anni le ragazze sarebbero rimaste in silenzio, condizionate dalla paura e dalla manipolazione psicologica.
Dopo la denuncia, i carabinieri hanno avviato gli accertamenti per verificare quanto riferito e raccogliere elementi a riscontro delle testimonianze. L’arresto rappresenta quindi l’esito di un’attività investigativa sviluppata a partire dalle dichiarazioni rese dalla famiglia e, in particolare, dalla sorella maggiore.
Le accuse nei confronti dell’uomo restano al momento tali e la sua posizione dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie competenti.