La volontà del noto cantante Al Bano dopo l’uso non autorizzato di oltre 200 sue canzoni per l’addestramento dell’AI.
La tecnologia e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale stanno ormai vedendo passi da gigante in qualsiasi settore. Anche in quello musicale dove, curiosamente, di recente è stata fatta una particolare scoperta: 232 brani di Al Bano Carrisi sono stati ritrovati nel dataset LAION-DISCO-12M, che veniva utilizzato per l’addestramento dei modelli generativi AI di musica. Sull’argomento, intervistato da Fanpage.it, ha detto la sua proprio l’artista di Cellino San Marco.

Le canzoni di Al Bano per addestrare l’AI: il commento
Oltre duecento brani di Al Bano Carrisi sono stati usati per addestrare l’Intelligenza Artificiale nel campo della musica. Una situazione che il diretto interessato ha commentato a Fanpage.it con un mix di orgoglio e amarezza: “È incredibile, perché c’è una parte positiva, ovvero che abbiano scelto tante canzoni del mio repertorio. Dall’altra parte, questa cosa mi fa pensare”.
La riflessione del cantante è stata chiara: “Ma è possibile che questi possano fare quello che vogliono senza chiedere nulla a nessuno? Come se io entrassi a casa tua, mi piacciono delle cose, me le prendo e me le porto via. Non è giusto“.
La volontà di brevettare la propria voce contro l’AI
Esattamente come tanti altri artisti, anche Al Bano sembra voler correre ai ripari per evitare che la sua voce venga usata senza permesso: “Non ho mai pensato che questa tecnologia potesse usare non solo le mie canzoni, ma ne potesse fare di nuove nel mio stile”, ha ammesso. E poi ecco la volontà, ovvero “quella di brevettare la propria voce è una bella tematica. Proprio alcuni giorni fa, ho parlato con chi di dovere per brevettare la mia qualità vocale“. La riflessione del cantante è stata poi generica verso la tecnologia: per Al Bano non bisogna fermare il progresso ma, allo stesso tempo, bisogna correre ai ripari su certi aspetti.