19 luglio 1992: la strage di via D’Amelio e la morte di Paolo Borsellino

Erano le 16:58 del 19 luglio 1992 quando una Fiat 126 è esplosa davanti alla casa della madre di Paolo Borsellino. Il giudice con alcuni uomini della sua scorta ha perso la vita.

PALERMO – “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola“. Era il 19 luglio del 1992 quando Paolo Borsellino veniva ucciso dalla mafia, qualche mese dopo dal terribile attentato che ha colpito il suo collega e amico, Giovanni Falcone.

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino https://www.facebook.com/lefotochehannosegnatounepoca/)

Paolo Borsellino giudice: la carriera del siciliano

Nato a Palermo nel 19 gennaio del 1940, Paolo Borsellino nel 1963 è entrato nella magistratura iniziando la sua carriera da avvocato. Dopo le prime esperienze nei tribunali di varie provincie siciliane, nel 1975 il giudice è ritornato nella sua città natale dove ha iniziato la sua lotta contro i clan mafiosi.

Nei primi anni ’80 è entrato nel pool antimafia, dove ha conosciuto Giovanni Falcone. I due con il passare del tempo diventeranno grandi amici. Il suo lavoro contro le famiglie mafiose siciliane lo hanno portato diverse volte a rischiare la vita. Nel 1991 Cosa Nostra aveva progettato l’omicidio di Borsellino ma questo piano non è stato portato a compimento. La morte del siciliano è stata rimandata solamente di un anno con il giudice che ha perso la vita il 19 luglio del 1992, qualche mese dopo la sua candidatura a presidente della Repubblica, proposta da Gianfranco Fini.

Paolo Borsellino morte: la strage di via D’Amelio

Era una domenica d’estate a Palermo quando Paolo Borsellino insieme alla moglie e ai suoi figli avevano pranzato insieme nella loro casa. Il pomeriggio il giudice era solito andare a trovare la madre e aveva fatto la stessa cosa anche il 19 luglio del 1992. Alle 16:58 in via D’Amelio è scoppiata una Fiat 126 carica di 90 kg di esplosivo che ha provocato la morte del magistrato e di alcuni uomini della sua scorta.

Il giudice e i miei colleghi – ha riferito in un’intervista l’agente che è sopravvissuto – erano scesi dalla macchina mentre io stavo facendo manovra per parcheggiare l’auto. Non ho sentito nessun rumore ma all’improvviso è stato l’inferno. L’onda d’urto mi ha sbalzato dal sedile. Non so come ho fatto a scendere dalla macchina, attorno a me c’erano brandelli umani dovunque“.

Un attentato forse prevedibile visto che in passato Borsellino aveva da tempo chiesto di non far parcheggiare le macchine vicino alla casa della madre. Richiesta che non è stata mai accolta ma che poteva forse salvare il giudice siciliano.

Di seguito il video con alcune immagini della strage di via D’Amelio

fonte foto copertina https://www.facebook.com/domenico.di.stefano

ultimo aggiornamento: 19-07-2018

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