Il governo chiude il dossier Autostrade ma la trattativa ha lasciato strascichi ‘pericolosi’: non si esclude un rimpasto a settembre.

Il caso Autostrade si è concluso con un trionfo del governo e con un bel sorriso di Atlantia che nel giorno dell’accordo con Palazzo Chigi vola in Borsa. Insomma, tutti e felici e contenti (per motivi diversi). Ma, riferiscono i bene informati, durante il Consiglio dei Ministri qualcosa si è rotto. Qualche equilibrio è saltato e ora si potrebbe aprire un’altra partita delicata: quella del rimpasto.

Tensioni nella maggioranza

Il Consiglio dei Ministri doveva prevedere una informativa del Premier Conte su Autostrade. Lo scopo era quello di informare tutti i ministri sul dossier. Invece diventa un vertice decisionale con una doppia trattativa. Una nel governo, accesa e difficile, e una con i vertici di Autostrade. La partita si chiude solo alle quattro del mattino, dopo diversi faccia a faccia, dubbi, sospetti e rimproveri.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Il Governo vince la partita Autostrade ma c’è un prezzo da pagare dopo un Cdm tutto in salita

Nel corso del Cdm-fiume ci sarebbero stati attriti tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la ministra Paola De Micheli per una lettera interna arrivata alla stampa forse dal Mit. Al Premier invece sarebbe stato rinfacciato un articolo pubblicato sul Fatto. Ci sarebbero state anche frizioni tra Conte e Luigi Di Maio, uno dei Ministri più coinvolti nella vicenda Autostrade.

Conte si sarebbe ritrovato tra due fuochi e si sarebbe avvicinato alle posizioni del Movimento 5 Stelle ritenendo troppo morbida la linea adottata dalla De Micheli nelle ultime settimane di trattative con Aspi.

D’altro canto i pentastellati devono arrendersi all’idea di negoziare con Autostrade e capiscono presto che il Cdm non si sarebbe concluso in tempi brevi con un revoca delle concessioni. Anche Conte vuole arrivare a un accordo.

Giuseppe Conte
16/05/2020 Roma – conferenza stampa Presidente del Consiglio dei Ministri / foto Alessandro Serrano’/Pool/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

Prende piede l’ipotesi di un rimpasto

Si arriva così alle prime luci dell’alba, con l’accordo tra il Governo e Aspi che prende forma intorno alle quattro del mattino. Nessuna revoca, come chiesto da Pd e Italia Viva, niente Benetton come soci dello Stato, come richiesto dal Movimento 5 Stelle.

Tutti contenti insomma, ma nessuno pienamente soddisfatto di come si sia arrivati a questa conclusione. Nella squadra di governo restato attriti e frizioni e qualcuno, ancora a bassa voce, inizia a pronunciare la parola rimpasto.

Di certo l’aver superato il dossier Autostrade dona slancio al governo, che se trovasse la quadra sul Mes a questo punto potrebbe davvero arrivare fino alla fine della legislatura. Ma non si esclude qualche avvicendamento ai Ministeri, magari dopo il tanto atteso Election Day, nel quale si voterà anche sul taglio dei parlamentari.

È l’AGI ad ipotizzare una lista di ministri a rischio rimpasto. Si tratta di i Azzolina, da tempo nell’occhio del ciclone, Pisano, Catalfo e Paola De Micheli.

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