E’ caccia alla talpa all’interno di Forza Italia su chi abbia fatto trapelare gli audio di Berlusconi filo-putin mettendo a rischio il governo che ancora deve nascere.

Il partito azzurro dalle dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Alessandro Cattaneo starebbe dando la caccia a chi sta cercando di mettere in cattiva luce il governo nascente a guida Giorgia Meloni. “Chi si è macchiato della responsabilità di mandare fuori audio decontestualizzati del presidente Berlusconi, per fini indistinti, ha superato il limite della decenza e del decoro. Non rende onore a un partito come Forza Italia o di lavorare per esso” ha dichiarato Cattaneo.

Nella nota, il capogruppo ha affermato che prenderanno le “misure necessarie perché un episodio del genere non si verifichi mai più. Gli audio – come le intercettazioni – si prestano, al di fuori dei discorsi nei quali erano inseriti, a ogni possibile strumentalizzazione che, a maggior ragione in questo caso, non risponde alla storia innegabilmente atlantista ed europeista di Forza Italia“. Cerca di raddrizzare il tiro Cattaneo ricordando il passato atlantista del partito che però coesiste anche con un fervente filoputinismo del leader Berlusconi.

“I fatti parlano chiaro: gli aiuti economici che abbiamo inviato all’Ucraina, il nostro favore all’invio di armi e all’applicazione delle sanzioni. Il no all’invasione russa è stato declinato in mille modi” cerca di placare le polemiche il forzista. Ma gli audio anche parlano chiaro e c’è poco che può essere lasciato all’interpretazione.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

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“Parole in libertà” o strategia precisa e lucida?

Berlusconi ha pronunciato quelle dichiarazioni davanti a parlamentari di Forza Italia, parlamentari che hanno applaudito alle parole del leader che ripeteva la propaganda del Cremlino. “E’ spregiudicato, per non dire criminale, che qualcuno tra i 45 eletti alla Camera possa prestarsi a riferire parole del presidente, che andavano contestualizzate” ha detto la fedelissima di Berlusconi Licia Ronzulli che finalmente ha trovato la sua collocazione come capogruppo al Senato.

Secondo chi gli è molto vicino e lo conosce bene, quella di Berlusconi sarebbe una strategia molto lucida. Le sue quindi non sarebbero “parole in libertà” date dall’anziana età come dicono molti. L’obiettivo sarebbe destabilizzare Giorgia Meloni perché non accetta la sua leadership. In verità, Berlusconi non accetta che nessuno all’infuori di lui abbia il potere, per alcuni infatti si tratta di un sabotaggio proprio contro Tajani. E che ad aver diffuso gli audio sarebbero dei parlamentari non ricandidati che hanno agito per vendetta.

Non è chiaro chi abbia agito e perché e se le parole di Berlusconi siano state decontestualizzate dette appositamente o meno per strategia. Fatto sta che le conseguenze sono una credibilità ancora più in dubbio del governo di Meloni.

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ultimo aggiornamento: 20-10-2022


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