Il tribunale di Mink, Bielorussia, ha condannato gli oppositori al regime di Lukasenko. Maria Kolesnikova e Maxim Znak sono stati condannati a 11 e 10 anni di prigione.

MINSK – La Bielorussia il pugno duro del regime di Lukashenko non si arresta. Gli oppositori bielorussi Maria Kolesnikova e Maxim Znak sono stati condannati a 11 e 10 anni di prigione, rispettivamente. Lo riporta l’emittente Dozhd. I due membri del Presidium del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa sono stati trovati colpevoli dal tribunale regionale di Minsk.
Kolesnikova, 39 anni, e Znak, che ha compiuto quarant’anni in cella il 4 settembre, sono stati giudicati colpevoli di “cospirazione per prendere il potere”, “inviti ad azioni che minano la sicurezza nazionale” e “creazione di una formazione estremista”.

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Chi è Maria Kolesnikova

Unica donna del trio femminile che aveva guidato l’opposizione in vista delle presidenziali 2020 a non aver scelto l’esilio. Sequestrata dai servizi segreti che in Bielorussia portano ancora la sigla sovietica Kgb, Kolesnikova era stata incappucciata e portata al confine ucraino, ma pur di non lasciare il Paese era saltata fuori dal finestrino dell’auto che la stava passando oltre frontiera e aveva strappato il passaporto.

Il regime in Bielorussia

Il Paese, fortemente legato a Mosca, è guidato dal 1994 da Aljaksandr Lukashenko. Negli anni, i rapporti con l’Unione Europea sono peggiorati, fino alla decisione di Bruxelles di comminare le sanzioni.


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