Bond Bug: scheda tecnica, motorizzazioni e prezzi

Bond Bug: scheda tecnica, motorizzazioni e prezzi

Prodotta dalla Reliant nei primi anni Settanta, la Bond Bug, con la tipica carrozzeria arancio mandarino, resta una delle vetture a tre ruote più caratteristiche prodotte in Gran Bretagna.

La Bond Bug è un’auto prodotta tra il 1970 ed il 1974 dalla Bond Cars e dalla Reliant, due Case automobilistiche inglesi specializzate nella produzione di veicoli a tre ruote. Modello di nicchia prodotto in poco più di duemila esemplari, la Bond Bug si caratterizzava per la linea eccentrica della carrozzeria e le portiere che si aprivano contemporaneamente ribaltandosi in avanti. Non molti sanno che lo chassis di una Bond Bug è stato utilizzato per costruire uno dei landspeeder apparsi nel primo film della saga di Star Wars.

La nascita della Bond Bug auto

Nel 1968, la Bond Cars Limited venne messa in vendita quando il Dutton-Foreshaw Group acquisì le aziende del Gruppo Loxhams and Bradshaw di cui la Bond faceva parte (tramite la Sharp’s Commercials Limited). Dopo un tentativo di acquisto (fallito) da parte della Bond Managment, l’azienda venne comprata dalla Reliant, una Casa automobilistica che costruiva veicoli a tre e quattro ruote nel proprio stabilimento di Tamworth.

Il passaggio di proprietà comportò subito alcuni cambiamenti significativi in seno alla Bond; il primo fu l’interruzione della produzione della Bond 875 per far partire quella di un nuovo modello, la Bond Bug.

Per il design della vettura, la Reliant interpellò Tom Karen dell’Ogle Studios di Letchworth. Il risultato fu una vetturetta dal baricentro particolarmente basso, la cui linea stilistica si caratterizzava per l’anteriore filante e leggermente rastremato, segnato dalle ampie scolpiture sul cofano in corrispondenza dei fanali quadrati e dalla presa d’aria centrale, all’altezza della chiusura delle portiere.

Nonostante un discreto successo al momento del lancio – avvenuto nel giugno del 1970, a tre mesi dall’avvio della produzione – la Reliant dovette far fronte fin da subito a diverse problematiche, legate principalmente alla fase produttiva. L’aspetto più problematico era quello relativo al mantenimento di due impianti che producevano il medesimo modello; per questo, la Reliant spostò le linee di produzione da Preston (stabilimento della Bond) al proprio impianto di Tamworth: il primo venne chiuso definitivamente a dicembre del 1970.

Scheda tecnica Bond Bug: dimensioni, specifiche e allestimenti

Lunga 2.794 mm, larga 1.397 mm e alta 1.270 mm, la Bond Bug era una microcar a tre ruote e due porte omologata per due persone.

Del modello vennero prodotti in tutto 2.270 esemplari, così suddivisi (nel computo viene incluso anche un prototipo a quattro ruote, costruito presso l’impianto di Tamworth), secondo quanto riportato dal sito www.bondownersclub.co.uk:

  • Bug 700 = 1
  • Bug 700 E e 700 ES = 2.126
  • Bug 750 E e 750 ES = 142

Dal punto di vista tecnico, la Bond Bug venne realizzata utilizzando un nuovo chassis disegnato per la Reliant da John Crosthwaite; la carrozzeria era costituita da un guscio in fibra di vetro (non a caso il peso a secco è inferiore ai 400 kg) mentre parte della meccanica venne mutuata dalla Reliant Regal. La sospensione anteriore era a braccio singolo mentre quelle posteriori erano longitudinali con molle elicoidali e unità di smorzamento; l’impianto frenante prevedeva freni idraulici da 7”; l’impianto elettrico era da 12 Volt.

Per quanto riguarda le dotazioni e l’equipaggiamento di serie, la Bond Bug 700 venne inizialmente concepita come modello base, un’auto priva di accessori o rifiniture particolari. Così come le versioni ‘deluxe’, venne prodotta in un solo colore di carrozzeria (arancio mandarino) con interni neri.

L’allestimento di ingresso si presentava in maniera piuttosto scarna: il cupolino veniva tenuto alzato grazie ad un semplice puntello e i finestrini laterali non era compresi nella dotazione di base (erano però acquistabili a parte come extra). Di questa versione (Bond Bug 700) ne è stato realizzato, a quanto pare, un solo esemplare.

La Bug 700E si pone come versione ‘lussuosa’ e meglio accessoriata, in quanto offriva in dotazione i finestrini laterali, un climatizzatore, una barra telescopica per l’apertura e la chiusura del cupolino, inserti cromati, alette parasole e una luce per l’abitacolo. La ruota di scorta era offerta come accessorio extra da ordinare separatamente.

La versione ES, infine, era il top di gamma (non solo per il motore leggermente più potente, offerto a partire dall’ottobre del 1973); in quanto tale, offriva la ruota di scorta inclusa nella dotazione di serie, così come il paraurti anteriore in gomma, gli specchietti retrovisori ed altri ‘extra’, come ad esempio i poggiatesta, i braccioli, i sedili ergonomici, il posacenere e lo sterzo sportivo. Anche le cinture di sicurezza erano un optional, ma potevano essere aggiunte a qualsiasi versione pagando una cifra extra.

Bond Bug
Fonte immagine: https://en.wikipedia.org/wiki/Bond_Bug

Il motore 4 cilindri Reliant

La Bug venne equipaggiata con un motore di produzione Reliant, ovvero un 4 cilindri in linea in lega leggera di alluminio (sviluppato per essere montato sulla Austin 7). La maggior parte degli esemplari prodotti è sospinto dalla versione da 700 cc di cilindrata montato all’anteriore. Quando l’auto venne lanciata sul mercato, il propulsore – abbinato ad un cambio manuale a quattro marce – venne proposto con un taglio di potenza di 29 CV (22kW).

Sugli allestimenti 750 E e 750 ES, invece, il motore era lo stesso ma, grazie ad una modifica alla testa dei cilindri (ed una conseguente variazione del rapporto di compressione), aumentarono la cilindrata (750 cc) e la potenza erogata, che raggiungeva i 31 CV (23 kW).

Nonostante i valori tutt’altro che esorbitanti di potenza, le Bond Bug erano piuttosto veloci (rispetto anche ad altri modelli prodotti dalla Reliant e dai marchi concorrenti). Le versioni motorizzate con il 4 cilindri da 700 cc erano in grado di superare di alcune miglia orario il limite massimo di velocità vigente all’epoca (70 miglia all’ora, circa 122 km/h)

I prezzi della Bond Bug

Poiché non è mai stata importata in Italia, trovare una Bond Bug usata nel nostro paese è praticamente impossibile. Nel Regno Unito, invece, la ricerca offre qualche possibilità in più ma i prezzi sono piuttosto elevati, trattandosi di un modello di nicchia prodotto quasi mezzo secolo fa: per una Bond Bug 700 ES si possono spendere tra le 7.500 e le 8.500 sterline (al cambio, tra gli 8.500 e i 9.600 euro circa) benché qualche modello possa essere battuto all’asta a cifre leggermente inferiori (attorno alle 5.000 sterline).

Al debutto sul mercato, il prezzo Bond Bug era tutt’altro che competitivo: il modello costava 629 sterline, ovvero poco più di una Mini Cooper S.

Fonte immagine: https://en.wikipedia.org/wiki/Bond_Bug

ultimo aggiornamento: 29-05-2019

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