Borse 15 gennaio, la crisi di governo e i contagi preoccupano i mercati. Bankitalia taglia la crescita dell’Italia.

MILANO – Borse 15 gennaio. Una chiusura della settimana molto difficile per i mercati. La crisi di governo e l’andamento dei contagi spaventano i listini del Vecchio Continente.

Restrizioni che portano a Bankitalia a tagliare la crescita dell’Italia nel 2021. Le misure di contenimento rallentano la ripresa del nostro Paese che nell’anno in corso avrà un Pil del +3,5%. Numeri più alti nel 2022 (+3,8%), mentre la situazione dovrebbe ritornare ai livelli pre-Covid nel 2023 (+2,3%).

Borse 15 gennaio, Piazza Affari in negativo

Nuova giornata complicata per Piazza Affari. Milano ha lasciato per strada l’1,13%. A pesare non solo l’aumento dei contagi ma anche la crisi di governo che sta interessando il nostro Paese. Il coronavirus, però, porta in rosso anche gli altri mercati. Londra lascia per strada lo 0,99%. Male anche Francoforte (-1,45%) e Parigi (-1,22%).

Chiusura contrastata a Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,57%, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,87%. Giornata complicata anche in Asia. Hong Kong (+0,43%) e Shanghai (+0,01%) le uniche a segnare il rialzo. Seul (-2,03%) e Tokyo (-0,62%).

Wall Street
Wall Street

I mercati in tempo reale

Spread in ribasso, stabile l’euro

Dopo il rialzo dei giorni scorsi, lo spread ritorna sotto la quota dei 120 punti. Il differenziale chiude in area 114 con il decennale allo 0,62%. Un andamento che potrebbe continuare anche nei primi giorni della prossima settimane. Un rialzo si dovrebbe registrare solo in caso di una caduta da parte del premier Conte.

Resta stabile l’euro. La moneta europea passa di mano a 1,2093 dollari e 125,60 yen. Per quanto riguarda le materie prime, nuova giornata complicata per il petrolio. Il Brent lascia per strada il 2,23% chiudendo la seduta a 55,16 dollari. A ribasso anche il contratto Wti in scadenza a febbraio che perde il 2,03% a 52,48 dollari. In crescita, invece, l’oro. Il metallo prezioso guadagna lo 0,48% terminando la giornata a 1.854 dollari l’oncia.


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