Borse 25 marzo, Piazza Affari in positivo. Spread stabile. Moody’s promuove le banche italiane.

MILANO – Borse 25 marzo. Penultima giornata della settimana contrastata per i mercati del Vecchio Continente. Le incertezze dovute ad una situazione pandemica che sembra essere in peggioramento e ad una campagna vaccinale che si muove in modo molto lento non consentono ai listini di cambiare basso.

Le buone notizie in questa seduta arrivano da Moody’s. L’agenzia di rating ha cambiato l’outlook delle banche italiane portandolo da negativo a stabile. Una ‘promozione’ dovuta all’aspettativa di una crescita da parte dell’economia italiana nel 2021 dopo un 2020 davvero difficile per la pandemia.

Borse 25 marzo, Piazza Affari in positivo

Per Piazza Affari una giornata caratterizzata da un rialzo sicuramente inferiore rispetto a quella precedente. Milano ha guadagnato lo 0,04%. La migliore nel Vecchio Continente è stata Francoforte con una chiusura a +0,11%. Bene anche Parigi (+0,09%), mentre Londra ha lasciato per strada lo 0,54%.

Andamento contrastato in Asia. Dopo giorni molto complicati, Tokyo (+1,14%) e Seul (+0,4%) sono riusciti a cambiare passo. In negativo, invece, Hong Kong (-0,06%) e Shanghai (-0,1%). Un trend che potrebbe essere confermato anche nell’ultima giornata visto che Wall Street ha chiuso in positivo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,62%, il Nasdaq lo 0,12%.

Wall Street
Wall Street

I mercati in tempo reale

Spread stabile

Nessuna accelerazione in positivo o in negativo per lo spread. Il differenziale ha chiuso in area 96 punti. Il decennale è rimasto intorno allo 0,58%. Non si ferma, invece, il calo dell’euro. La moneta europea è passata di mano a 1,1770 dollari e 128,47 yen. In discesa anche il Bitcoin che, dopo un periodo sicuramente ottimo, è ritornato ai minimi da un paio di settimane.

Per quanto riguarda il petrolio, il prezzo del gregge ha ripreso a scendere nonostante il blocco del canale di Suez. Il contratto Wti, in scadenza a maggio, ha perso il 5% chiudendo ancora una volta sotto i 60 dollari. Un trend fortemente legato al rischio di nuove chiusure nel Vecchio Continente.


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