Dopo il terzo no di Westminster all’accordo della May sulla Brexit, la premier sarebbe intenzionata a andare avanti a oltranza.

LONDRA – La partita sulla Brexit non è ancora conclusa e in Gran Bretagna si rischia il caos. Il primo ministro inglese, alla vigilia del terzo voto del Parlamento, aveva messo a disposizione il proprio incarico: Theresa May, incontrando i deputati conservatori, aveva promesso le dimissioni in caso di voto favorevole al deal raggiunto per l’uscita dall’Ue.

Westminster, terzo no

Tentativo inutile, dato che Westminster ha rigettato per la terza volta l’ipotesi dell’accordo sulla Brexit. Allo stato dell’arte, Londra rischia di dover chiedere un nuovo rinvio a Bruxelles o procedere a un divorzio senza accordo (ipotesi più temuta).

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Avanti a oltranza?

Secondo indiscrezioni, Theresa May sarebbe decisa a puntare a una quarta votazione. Fonti di Dowing Street dicono che la premier conservatrice non crede che l’intesa sia morta del tutto e, pertanto, vuol continuare a cercare consensi in Parlamento. A infondere speranza e convinzione, lo scarto di voti che da 203 (a gennaio, ndr) si è ridotto a 58. Il tempo, in ogni caso, stringe e il time over è al 12 aprile.

Il piano del Governo

L’Esecutivo diretto dalla May punterebbe a riproporre un nuovo accordo in ballottaggio con il piano B alternativo di iniziativa parlamentare. Da lunedì si torna infatti in aula a Westminster. La pista più vicina alla maggioranza porta a una Brexit soft, con permanenza del Regno Unito nell’unione doganale.

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ultimo aggiornamento: 30-03-2019


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