Calciomercato rossonero, quando il ritorno al Milan diventa un flop

Dalle voci si Zlatan Ibrahimovic alla storia: quando il ritorno al Milan diventa un flop.

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Nonostante siamo di fronte solo a una semplice ipotesi, tutt’al più a un’indiscrezione, le voci di un possibile ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic stanno dividendo la tifoseria rossonera tra coloro i quali sperano di rivedere lo svedese in rossonero e quelli che invece mettono sul piatto della bilancia il grave infortunio subito dal giocatore e la sua carta d’identità. Va detto che nella storia del club i cavalli di ritorno non sempre hanno pagato. Anzi…

Quando il ritorno al Milan diventa un flop…

Primo acquisto dell’era Berlusconi, Roberto Donadoni disputerà ben dieci stagioni in rossonero sccrivendo pagine importanti della storia del club. Fu uno dei primi a percorrere la via verso gli Stati Uniti, salvo poi fare ritorno al Milan, dove non brillerà più come un tempo.

Ruud Gullit, dal Pallone d’Oro al grande flop. Approdato in rossonero nel 1987, anno in cui vincerà il Pallone d’Oro, Ruud Gullit sarà sulla cresta dell’onda fino al 1993. Negli anni da milanista vince praticamente tutto poi passa all Sampdoria, dove disputa una stagione ai massimi livelli. Il ritorno al Milan, però, non è dei migliori; quattordici presenze, quattro gol e tanti saluti al Diavolo.

Uno degli attaccanti più forti che abbia mai vestito la maglia del Milan, Andriy Shevchenko ha rivoluzionato la tradizione dei bomber nel campionato italiano. Rapido di testa e ancor più di gambe, dedito al sacrificio, forte di testa e di piede, letale in area di rigore e devastante in campo aperto. L’ucraino con i rossoneri vince una Champions League, una Coppa Italia, una Supercoppa Europea, uno Scudetto, una Supercoppa Italiana, due classifiche cannonieri di Serie A r il Pallone d’Oro nel 2004. La notizia del trasferimento di Shevchenko al Chelsea è un fulmine a ciel sereno che stravolge il tifo milanista. A Londra sarà protagonista di due stagioni senza infamia e senza lode, poi farà ritorno al Milan, dove farà davvero male.

Altro campione che non è riuscito a ripetersi è stato Ricardo Kakà, una della scommesse vinte da Adriano Galliani, un campione arrivato in rossonero nell’anonimato prima di salire sull’Olimpo dei fenomeni e nella top ten dei giocatori più forti del mondo. Il passaggio al Real Madrid mette fine alla sua ascesa senza fine e il suo ritorno al Milan mette la parola fine alla sua attività nel calcio di prima categoria. È stato sicuramente un esempio e uno stimolo per i suoi compagni, ma i tifosi ricordavano ben altro.

Ricardo Kakà Atletico Madrid-Milan

Approdato al Milan nel 2010, Kevin Prince Boateng si conquista subito e di diritto un posto speciale nel cuore della tifoseria milanista. Dialoga con naturalezza con campioni del calibro di Zlatan Ibrahimovic, regala gol da cineteca e diventa una delle colonne portanti della squadra che si laureerà campione d’Italia nel 2011. Nel 2013 viene ceduto a sorpresa allo Schalke 04, dove verrà messo fuori rosa per motivi disciplinari. Galliani ha ancora impresse nella memoria le sue giocate da campione e accetta la scommessa riportandolo in rossonero. Flop assoluto.