Il trasporto delle moto impone l’utilizzo di un apposito accessorio, che può essere trainato su ruota o semplicemente montato sul retro dell’auto.

Il carrello portamoto è un accessorio utilizzato per il trasporto o il traino di un motoveicolo. Possono essere noleggiati o acquistati, in base alle singole esigenze, e vanno agganciati al gancio traino di un’autoveicolo  o ad appositi sostegni. Ne esistono di vari tipi e il loro impiego comporta il rispetto di determinate regole relative alla circolazione stradale.

I vari tipi di carrello

In genere, un carrello è costituito da una serie di alloggiamenti, predisposti per assicurare la moto durante il trasporto. Quello singolo dispone di una sola ‘slitta’ e per tanto può trasportare un solo mezzo; quelli più capaci, invece, dispongono al massimo di tre ‘piste’ e, in teoria, sono destinati al trasporto di tre moto contemporaneamente. Le pedane su cui vengono collocati i motocicli sono dotati di ruote e asta, così da poter essere trainati. Per evitare che la moto cada durante il trasporto, la pedana del carrello è dotata alle estremità di una guida, dimensionata in moto tale da accogliere un pneumatico da motocicletta, che limita le oscillazioni del mezzo quando si traina il carrello.

Il carrello portamoto trasversale, invece, prevede che la moto venga fissata in maniera parallela al cofano posteriore dell’auto. Questo genere di carello è disponibile in due versioni: una dotata di ruote e una senza. La prima si utilizza con il gancio da traino dell’auto, la seconda, invece, è detta ‘carrello portamoto appendice‘ perché non va trainata ma allestita sul retro dell’auto o di qualsiasi altro veicolo deputato al trasporto della moto.

Altra distinzione da fare è quella tra carrello portamoto frenato e non frenato. I primi dispongono, ad un capo della slitta (o delle slitte) di un fermamoto o un bloccaruota – acquistabile separatamente vi sono anche specifici supporti supplementari – che consente di bloccare almeno una ruota della moto e limitare al minimo le oscillazioni durante il trasporto.

I carrelli, dovendo circolare su strada e trovandosi ad ostruire le luci di posizione del veicolo, specie se si tratta di un’auto, sono segnalati da catadiottri posteriori e laterali. Sono inoltre dotati di targa e di una placca su cui vengono riportare le informazioni relative alla portata massima del rimorchio. Le versioni ‘trasversali’ possono anche avere il timone ripiegabile in senso perpendicolare alla direzione di traino mentre la variante più lussuosa è il carrello portamoto telonato che prevede un cassone ricoperto da un telo che serve a proteggere le moto dalle intemperie e dagli agenti atmosferici nel corso del trasporto.

Per poter utilizzare un carrello portamoto su ruote, è necessario che il veicolo che farà da rimorchio sia dotato di un apposito gancio. Se questi non è presente nella dotazione del veicolo, lo si può far installare da figure specializzate; chi si occupa dell’allestimento del gancio deve provvedere anche all’omologazione dell’auto, che costituisce un costo in più da aggiungere all’acquisto dell’accessorio in se.

La capacità di carico

L’utilizzo dei carrelli deve rientrare in quanto previsto dal Codice della Strada in materia di massa trainabile. Un’autovettura, per legge, non può rimorchiare più di 600 kg. Ragion per cui, carrello incluso, al massimo è possibile trasportare due moto per volta (che da sole pesano circa 400 kg).

Ciò può sembrare in contraddizione con l’esistenza di carrelli a tre ‘piste’; in realtà, anche questi ultimi vengono utilizzati per trasportare due moto perché la struttura tripartita permette di distribuire al meglio il peso trainato: su un carrello portamoto singolo, la massa dell’unico mezzo trasportato è ben bilanciata ma quando le moto sono due, si utilizza un carrello triplo lasciando libera la pedana centrale, così che ciascun motoveicolo sia in equilibrio con l’altro alloggiato sul lato opposto.

Carrello Portamoto
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/enricoce/14408267508

Quanto costa un carrello portamoto

Quando ci si accinge a comprare un carrello portamoto, vi sono diversi aspetti cui far attenzione. Anzitutto, va sottolineato come esista una certa differenza tra un prodotto nuovo ed uno di seconda mano; questi ultimi in genere montano sospensioni a balestra non particolarmente efficaci che non brillano per stabilità. Un carrello nuovo, invece, è equipaggiato con sospensioni di tipo automobilistico che assicurano un trasporto più sicuro grazie alla tenuta di strada decisamente migliore.

Altro elemento da tenere in considerazione è il seguente: per poter essere ammesso alla circolazione su strada, un carrello va immatricolato, pertanto per uno di seconda mano l’acquirente dovrà anche sostenere i costi del relativo passaggio di proprietà. Non meno importante è valutare lo stato di conservazione del prodotto, verificando che non sia stato intaccato dalla ruggine o altri agenti corrosivi: in tal senso, la soluzione migliore sarebbe quella di optare per carrelli in lega di alluminio o lamiera zincata (meno costosi dei primi). Infine, non va sottovalutata la dislocazione dei ganci e degli anelli per passare i tiranti con cui fissare la moto alla slitta: più la posizione è distante, più facile sarà assicurare fermamente la moto al carrello.

Fatte tutte le valutazioni del caso, vediamo in quale ordine di prezzi rientra un carrello portamoto nuovo. Uno a tre slitte può costare tra gli 800 euro e 1.100 euro circa mentre un singolo trasversale è reperibile anche a prezzi che vanno dai 150 ai 650 euro. Un carrello portamoto Ellebi (uno dei marchi più diffusi per quanto riguarda questo prodotto) di seconda mano si può reperire online per poche centinaia di euro, a seconda del modello e dello stato di conservazione. Se non si vuole affrontare una spesa del genere, è anche possibile optare per il semplice noleggio: la soluzione migliore per chi deve usare il carrello in maniera estremamente saltuaria.

La copertura assicurativa

Non molti sanno che i rimorchi – e quindi anche i carrelli per trainare le moto – sono coperti dall’assicurazione dell’auto a cui sono agganciati. Se un rimorchio provoca un danno quando è sganciato da un qualsiasi altro veicolo da traino, dal punto di vista assicurativo viene considerato alla stregua di una vera e propria vettura; anche per questo, quando lo si sgancia dal rimorchio, è bene lasciarlo in un luogo sicuro, al riparo da possibili incidenti, per evitare ogni possibile inconveniente.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/90153727@N02/8193553234

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/enricoce/14408267508

Coronavirus, online la nuova autocertificazione

TAG:
approfondimento carrello portamoto moto motori

ultimo aggiornamento: 29-11-2018


Infiniti Q30 vs Mercedes GLA: sfida tra lussuosi crossover

MotoGP, conclusi i test di Jerez: Petrucci e Nakagami i migliori