In merito al caso Claudia Conte, Piantedosi ha presentato una querela per via di una presunta campagna diffamatoria.
Per ovvie ragioni, il caso Claudia Conte ha riguardato da vicino il ministro Piantedosi, il quale è riapparso di recente. Come riportato da Open, dopo la sua riapparizione in pubblico il diretto interessato ha deciso di sporgere querela.
Si tratta di un’azione legale intrapresa facendo riferimento ad una presunta “campagna diffamatoria” proprio nei confronti del ministro. A renderlo noto è stato l’avvocato Roberto De Vita, il suo legale privato.

Piantedosi sporge querela dopo il caso Claudia Conte
In seguito a quanto riportato sopra, Piantedosi ha deciso di sporgere querela nei confronti di Roberto D’Agostino, direttore responsabile della testata Dagospia. Il motivo di questa azione legale, è dovuto ad un presunto reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa.
All’interno di una nota ripresa da Adnkronos, il legale del ministro ha dichiarato a cosa è correlata questa azione legale: “In relazione a una campagna diffamatoria continuativa, massiva, seriale e persistente“.
La nota è poi proseguita con ulteriori dettagli: “Un’insistenza narrativa e da una progressiva amplificazione attraverso oltre 50 contenuti pubblicati in poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, fotodidascalie e post riconducibili a Dagospia e ai suoi canali social“.
Il legale ha poi ricostruito la vicenda, facendo riferimento a presunte insinuazioni e allusioni ritenute infondate. Tutto ciò stando a ciò che si legge nella stessa nota, avrebbe “generato nell’opinione pubblica la convinzione di aver asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali, così ledendo gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale“.
La risposta di Dagospia
In merito al caso di Claudia Conte e alla conseguente querela, Dagospia ha respinto le accuse di cui sopra tramite un articolo apposito: “Abbiamo fatto il nostro lavoro, dovrebbe essere il ministro a chiarire il perimetro di una relazione extraconiugale mai smentita, così da fugare dubbi e ombre legati al delicato incarico di ministro della legalità“.