La rapina al Museo di Castelvecchio di Verona, le 17 opere trafugate nel 2015, il recupero in Ucraina e le condanne definitive.
La sera del 19 novembre 2015, tre uomini armati e con il volto coperto entrarono nel Museo di Castelvecchio, a Verona. Il colpo avvenne poco prima della chiusura, nell’intervallo tra l’uscita del personale diurno e l’attivazione del collegamento d’allarme con le forze dell’ordine.
I rapinatori immobilizzarono la cassiera e la guardia giurata. Costrinsero quest’ultima a consegnare le chiavi della propria automobile, utilizzata poi per la fuga. Dalle sale portarono via 17 dipinti, scelti tra alcuni dei pezzi più importanti della collezione.
Il valore economico venne stimato in diversi milioni di euro, ma la rilevanza storica e culturale delle opere rendeva il danno difficilmente quantificabile. L’indagine fu affidata alla Procura di Verona, ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e alla Polizia di Stato.

Castelvecchio: i capolavori portati via dalle sale
Il bottino comprendeva la Madonna della quaglia di Pisanello, la Sacra Famiglia con una santa di Andrea Mantegna, il San Girolamo penitente di Jacopo Bellini e la Dama delle licnidi di Peter Paul Rubens.
Furono rubati anche due ritratti di Giovanni Francesco Caroto, cinque dipinti attribuiti a Jacopo Tintoretto, altri lavori collegati alla sua cerchia e bottega, due paesaggi di Hans de Jode e il Ritratto di Girolamo Pompei di Giovanni Benini.
Le modalità del colpo mostrarono che gli autori conoscevano i tempi del museo e la disposizione delle opere. Le indagini si estesero rapidamente fuori dall’Italia e portarono all’individuazione di un’organizzazione con collegamenti in Moldavia e Ucraina. Nel marzo 2016 furono eseguiti arresti tra Verona e la Moldavia.
Il recupero vicino al confine con la Moldavia
Il 6 maggio 2016, meno di sei mesi dopo la rapina, tutte le opere furono recuperate nella regione ucraina di Odessa, a breve distanza dal confine con la Moldavia. I dipinti erano stati avvolti in teli di plastica e nascosti in attesa di essere trasferiti.
Il risultato fu ottenuto attraverso la cooperazione tra autorità italiane, moldave e ucraine, con il coordinamento della Procura di Verona e il coinvolgimento di Eurojust. Dopo le procedure di autenticazione e restituzione, i 17 dipinti tornarono in Italia nel dicembre 2016 e furono ricollocati a Castelvecchio.
Anche il percorso giudiziario arrivò a sentenze definitive. Nel novembre 2018 la Corte di Cassazione confermò le condanne a 24 anni di reclusione per i principali responsabili della rapina.
Il caso si concluse quindi con il recupero dell’intero patrimonio sottratto: un esito raro nei grandi furti d’arte, reso possibile da un’indagine sviluppata contemporaneamente in più Paesi.