Fininvest in attesa della caparra, Berlusconi prepara il piano B: il presidente pronto a tenersi il Milan inserendo altri soci di minoranza

Cessione Milan, si va verso la chiusura… ma con chi? Nonostante le dichiarazioni ufficiali rilasciate da SES, Fininvest e Berlusconi lascino trapelare un certo ottimismo circa la conclusione dell’affare che dovrebbe consegnare la proprietà del Milan in mano agli investitori cinese, le voci di corridoio mostrano una fitta ragnatela di legami – ufficiali e ufficiosi – a tutto lasciano pensare tranne al fatto che la trattativa possa concludersi positivamente e in tempi brevi. Fininvest e Yonghong Li continuano a mantenere vivi i rapporti, al punto che la figura chiave della cordata asiatica sembrerebbe intenzionato ad accelerare i tempi e completare già la prossima settimana il pagamento della famosa caparra da 100 milioni. Il Milan vuole garanzie immediate, SES vuole pianificare dettagliatamente le prossime mosse che dovrebbero condurre alla conclusione della trattativa. Insomma, quello che manca è l’unità d’intenti su come gestire il mare di carte e procedimenti burocratici che hanno investito le parti dopo l’inatteso (?) ritardo.

Poche certezze, si guarda altrove

Gli ultimi accadimenti hanno in qualche modo incrinato il rapporto di fiducia prima esistente tra Fininvest e SES. I primi, infatti, non hanno certezze sul fatto che la cordata possa riuscire a raccogliere i fondi per effettuare il pagamento pattuito e, visto che nella vita non si mai, hanno deciso di guardarsi intorno alla ricerca di nuovi (o vecchi) acquirenti interessati all’affare. Non correttissimo forse, ma decisamente prudente e legale. Il tutto ovviamente in via non ufficiale, almeno fino al prossimo venerdì, quando il mancato pagamento della caparra potrà svincolare Fininvest da ogni tipo di premura o cordialità verso i poco affidabili compagni cinesi.

Berlusconi pensa al piano B

Il presidente del Milan intanto pensa al piano B da attuare qualora dovesse clamorosamente saltare la trattativa con SES. Il numero uno rossonero, infatti, andrebbe a cacci di nuovi investitori ma da inserire come soci non di maggioranza. Questo abbasserebbe (e di molto) i prezzi dell’operazione e permetterebbe a Berlusconi di rimanere ai vertici del Milan con il ruolo di Presidente effettivo e non solamente onorario.

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ultimo aggiornamento: 08-03-2017


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