Giornalista, scrittore, politico, Eugenio Scalfari è stato una delle firme più conosciute in Italia.

Di origini calabresi, romano di primo insediamento con la famiglia e in seguito ligure di trasferimento, Eugenio Scalfari è stato uno dei giornalisti italiani più conosciuti. Direttore di La Repubblica e fondatore dell’Espresso, la sua carriera è stata una lunga battaglia.

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Eugenio Scalfari: biografia

Eugenio Scalfari nacque in Lazio, precisamente a Civitavecchia, il 6 aprile del 1924, da genitori calabresi. Ha frequentato per poco il Liceo Mamiani di Roma, e passò in seguito al liceo classico G.D. Cassini di Sanremo, dove si trasferì con la famiglia a causa del lavoro del padre, che faceva il direttore artistico del locale casinò. Il 14 luglio del 2022 è defunto a Roma, città in cui viveva da molto tempo per lavoro.

Eugenio Scalfari: carriera professionale

La sua carriera come giornalisti inizia con il giornale Roma Fascista, che era un organo ufficiale del GUF (Gruppo Universitario Fascista) mentre era studente di giurisprudenza. Negli anni successivi Scalfari continua a collaborare con riviste e periodici legati al fascismo, come Nuovo Occidente e nel1942 fu nominato caporedattore di Roma Fascista.

All’inizio del 43 pubblica alcuni articoli non firmati sulla prima pagina del giornale nei quali accusava alcune speculazioni da parte di gerarchi del Partito Nazionale Fascista sulla costruzione dell’EUR a Roma. Questo lavoro lo porta ad essere espulso dai GUF e dal partito.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale

Alla fine della guerra, entra in contatto con il neonato Partito Liberale Italiano e nel 1950 mentre lavora presso la Banca Nazionale del Lavoro, inizia a collaborare prima con Il Mondo e poi con L’Europeo. Nel 1955 partecipa alla fondazione del Partito Radicale, stesso anno in cui nasce il settimanale L’Espresso, di cui Scalfari è direttore amministrativo e scrive articoli di economia.

Il giornale ottiene un grandissimo successo e Scalfari continua a scrivere anche inchieste. Tra le più importanti si ricorda quella sul SIFAR che fa conoscere il tentativo di colpo di stato chiamato Piano Solo per cui viene indagato assieme al collega Jannuzzi. I due evitano il carcere grazie all’immunità parlamentare offerta loro dal Partito Socialista Italiano.

Alle elezioni politiche del 1968 Scalfari viene eletto deputato nelle liste del PSI, segreteria Mancini, mentre Jannuzzi diviene senatore. Resta deputato fino al 1972. Nel 1968, dopo la candidatura al Parlamento, lasciò la direzione de L’Espresso.

Nel 1976 Scalfari fonda il quotidiano la Repubblica, operazione attuata con il Gruppo L’Espresso e la Arnoldo Mondadori Editore. Dopo molti anni nei quali lavora attivamente per il giornale, conducendo inchieste e diventando una delle firme più seguite, abbandona il ruolo di direttore nel 1996. Continua nel tempo comunque a svolgere il ruolo di editorialista dell’edizione domenicale con la rubrica: “la messa cantata della domenica”.

Dopo aver lasciato la sua rubrica domenicale su la Repubblica, muore a Roma il 14 luglio 2022, all’età di 98 anni.

Eugenio Scalfari: vita privata

Eugenio Scalfari nel 1950 sposò la figlia del giornalista Giulio De Benedetti, Simonetta, dalla quale nacquero le due figlie Enrica e Donata.

Dalla fine degli anni settanta Scalfari è stato legato sentimentalmente a Serena Rossetti, segretaria di redazione dell’ Espresso che sposò nel 2006.

3 curiosità

  • il suo compagno di banco alle scuole superiori era Italo Calvino.
  • A seguito dell’inchiesta sull’EUR era intenzionato a perseguire gli speculatori, Scalfari ebbe una lite con il gerarca del partito fascista, che lo accusò di essere un imboscato, il quale e lo prese per il bavero strappandogli le mostrine dalla divisa del partito.
  • Eugenio Scalfari era ateo.

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ultimo aggiornamento: 07-08-2022


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