Cosa si sa di Nadia Murad, attivista per i diritti umani e vincitrice del Premio Nobel per la pace del 2018.

Nadia Murad, alla giovane età di ventuno anni viene rapita e resa schiava diventando una delle più di sei mila donne yazide fatte prigioniere dell’Isis in Iraq. Ma Murad non solo riesce a fuggire da tale incubo, ma nel giro di poco tempo diviene celebre attivista per i diritti umani. Prima ambasciatrice Onu per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di essere umani Nadia partecipa a diverse iniziative e racconta la sua storia, sia sul grande schermo sia nella sua opera letteraria, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fondamentale tema dei diritti umani.

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La biografia di Nadia Murad

Nadia Murad Basee nasce nel villaggio di Kocho, nel Sinjar, nel nord dell’Iraq, nel 1993 (non è nota la data precisa). Nel 2014, quando Nadia aveva ventuno anni ed era una studentessa, viene rapita e resa schiava da parte degli uomini dell’ISIS. Riuscì a fuggire dalla prigionia nell’ottobre dello stesso anno.

Nadia Murad: la carriera

Dopo esser riuscita a scappare dalla sua terribile esperienza di prigionia vissuta nel 2014, Murad si rifugia presso un campo profughi di Duhok, nel nord dell’Iraq. Nel 2015, arriva a presentarsi al Consiglio di Sicurezza Onu, dove, per la prima volta, si comincia a discutere della tratta di essere umani e di conflitti. Successivamente, il 16 settembre del 2016 diviene prima ambasciatrice Onu per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani. Partecipa in modo attivo a diverse iniziative atte per riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti umani, dai rifugiati alla tratta di esseri umani.

Nello stesso anno viene candidata dal governo dell’Iraq al Premio Nobel per la Pace per il suo attivismo. Nel 2017 pubblica il suo libro intitolato “L’ultima ragazza. Storia della mia prigionia e della mia battaglia contro l’Isis”. Il 5 ottobre del 2018 le viene assegnato il Premio Nobel per la Pace, assieme a Denis Mukwege. Nel 2022 presenta all’Onu il Codice Murad, un codice di condotta globale per affrontare la violenza sessuale nei conflitti del mondo.

La vita privata di Nadia Murad

Nadia è figlia di una famiglia di contadini e lei stessa crebbe all’interno di una fattoria. La sua famiglia segue lo yazdanesimo, conosciuto anche come il Culto degli Angeli, una religione pre islamica nativa del popolo dei curdi. Sei dei fratelli di Nadia furono assassinati durante le uccisioni dell’Isis quando giunsero al villaggio di Kocho.

5 curiosità su Nadia Murad

  • Nel 2016 riceve il Premio Vaclav Havel per i diritti umani.
  • Si racconta del film documentario “Sulla mia pelle” del 2018.
  • Il suo profilo Instagram molto seguito.
  • A causa del suo grande impegno contro l’Isis ha subito diverse minacce.
  • L’avvocata Amal Clooney nel 2016 accetta di rappresentare Murad nell’azione legale contro i comandanti Isis.

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ultimo aggiornamento: 24-04-2022


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