Scopriamo chi sono i Foreign Fighters italiani e perché decidono volontariamente di combattere in conflitti di altri Paesi.

Nel corso del tempo quando si mette in atto una nuova guerra ci si imbatte nel termire foreign fighters. Il termine serve per indicare delle persone che liberamente, volontariamente decidono di schierarsi in merito alla guerra e di arruolarsi all’interno degli eserciti che stanno combattendo, anche se la guerra in questione non sta avvenendo nel proprio Paese d’origine. Diversi i foreign fighters italiani che hanno deciso di affiancare le forze armate di altri Paesi in passato e il fenomeno continua.

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I Foreign Fighters italiani: chi sono

Si stima che i Foreign Fighters italiani presenti nel conflitto tra la Russia e l’Ucraina siano quasi una sessantina. Alcuni di questi già sul territorio da diversi anni. Infatti dalla crisi del 2014 quando ci fu la rivolta nella città ucraina di Kiev si registrano numerosi miliziani italiani, ma anche di altri Paesi Occidentali. L’arruolamento avviene sia nei gruppi separatistici filorussi sia all’interno dei gruppi nazionalisti, alleati con l’esercito nazionale ucraino.

Esercito italiano
Esercito italiano

Alcuni storici militanti del neofascismo italiano, simpatizzanti verso la causa nazionalistica del 2014, sono successivamente confluiti nel Battaglione Azov. Uno dei più famosi Foreign Fighters italiano in Ucraina è Andrea Palmieri, simpatizzante neofascista che si è recato nel territorio del Donbass circa otto fa. Sempre nel Dombass era presente Edy Ongaro che aveva lasciato l’Italia nel 2015. Alcuni dei miliziani italiani presenti nel territorio ucraino si sono invece unite alle truppe ucraine. Come la ex pilota dell’aeronautica italiana, la veneziana Giulia Shiff, andata in Ucraina per tentare di fermare l’aggressione russa e decisa a rimanere a combattere fino alla fine del conflitto.

Per lo Stato Italiano la partecipazione al conflitto in Ucraina è un’azione che può essere penalmente rilevante, secondo gli articoli 244 e 288 del codice penale. Tali articoli difatti vietano atti ostili verso uno Stato estero che espongono lo Stato Italiano al pericolo della guerra. Probabilmente quindi i Foreign Fighters partiti per difendere e soccorrere un Paese in difficoltà a causa della guerra potrebbero, al suo ritorno in Italia, ritrovarsi difronte ad un tribunale. Anche se il codice penale sembra punire le condotte di mercenariato e quelle di reclutamento non autorizzato. Ma non chi si arruola unicamente per difendere uno Stato estero.

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ultimo aggiornamento: 08-04-2022


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