La Cina propone un modello politico per Taiwan
Vai al contenuto

Direttore: Alessandro Plateroti

Taiwan come Hong Kong?

Taiwan come Hong Kong?

Il governo di Xi Jinping mette al centro della sua politica la questione taiwanese.

Non si arresta Pechino nella sua missione di annettere a sé l’isola di Taiwan. Dopo la visita della speaker della Camera Usa Pelosi, la Cina ha accelerato in questo intento. Ieri infatti è stato pubblicato il libro bianco “La questione di Taiwan e la riunificazione della Cina nella nuova era”. Si tratta del terzo libro bianco nella storia cinese ed è stato anticipato rispetto a quanto annunciato. Il motivo è la volontà di Xi Jinping di avere un terzo mandato.

Nel frattempo le esercitazioni intorno all’isola di Taiwan non si arrestano. Negli ultimi giorni c’è stata una vera escalation dall’annuncio della visita al viaggio della presidente della Camera Usa. Pechino aveva promesso reazioni dure e così è stato. Ora i servizi di intelligence statunitense hanno gli occhi puntati sul Dragone.

Bonus 2024: tutte le agevolazioni

Nel Libro Bianco, il governo cinese ha messo per iscritto i prossimi obiettivi riguardo all’isola. Avverte Taiwan che non avrà tolleranza per le spinte indipendenti e separatiste. La Cina è disposta ad una soluzione pacifica ma se sarà necessario non si farà scrupoli ad utilizzare la forza militare per annettere l’isola. Pechino propone lo stesso modello politico “un paese, due sistemi”, utilizzato per Hong Kong nel 1997, quando l’ex colonia britannica è tornata sotto la sovranità cinese, dopo la firma della dichiarazione sino-britannica nel 1984.

Bandiera Cina
Bandiera Cina

Taiwan non accetta il modello politico di un paese e due sistemi

Questa proposta però è bocciata da Taiwan che non accetta nemmeno la riunificazione perché effettivamente l’isola non è mai stata sotto la repubblica popolare cinese. Il modello politico proposto all’epoca a Hong Kong e oggi a Taiwan avrebbe dovuto garantire un’autonomia politica, giuridica, sociale per almeno 50 anni, quindi fino al 2047. Ma Taipei non crede alle promesse di Pechino.

L’autonomia che sarebbe concessa a Taiwan sarebbe sicuramente limitata rispetto a quella riconosciuta a Hong Kong. Pare che questa riunificazione (o unificazione) avverrà sicuramente nei prossimi anni e il popolo democratico di Taipei può fare poco per sfuggirvi.

Per alcuni esperti questo modello di un paese, due sistemi è l’unico modo per sfuggire al conflitto. Ma per i taiwanesi, rappresenta un fallimento e non vogliono cedervi. Ma sul piano militare, nonostante gli aiuti degli Stati Uniti, Taiwan non potrebbe mai competere con la Cina e non ci sarebbe partita. Nel frattempo gli Usa lavorano bipartisan per aiutare Taipei a difendersi con il Taiwan Policy Act, che rafforza e ridefinisce i legami bilaterali stabiliti dal Taiwan Relations Act del 1979. Questo potrebbe evitare un’escalation tra Pechino e Washington ma che allo stesso tempo sostiene l’isola in caso di attacco cinese.

Secondo esperti un conflitto tra Usa e Cina porterebbe l’ordine mondiale agli anni 50 che vede contrapposto l’Occidente a Russia e Cina. Un assetto diviso in due blocchi. Una visione non lontana dalla realtà che già oggi emerge dalle strette relazioni tra Putin e Xi Jinping sia economiche che in politica estera.

Riproduzione riservata © 2024 - NM

ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2022 13:13

Musei a Ferragosto: la mappa di siti e parchi

nl pixel