Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Ciriani ha parlato della situazione che si è creata con la Francia sull’immigrazione.

Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, intervistato dal Corriere della Sera si è detto dispiaciuto per la situazione con Parigi. «Più che preoccupato, sono dispiaciuto. L’Italia e la Francia sono legate da antica amicizia, culturale oltre che politica. Ma l’immigrazione è un problema grande come una casa, non capisco la reazione esagerata e scomposta della Francia» ha dichiarato il ministro.

Secondo Ciriani la crisi diplomatica è stata scaturita non dall’errore del tweet di Salvini ma dal fatto che Macron non volesse far sapere all’opposizione e ai cittadini francesi che accogliesse una nave di migranti. “E’ evidente che Macron ha un problema interno, l’opinione pubblica francese chiede una politica severa sui migranti. Non si capisce perché non debba accadere lo stesso per l’Italia, che quest’anno ha accolto 90 mila persone di cui solo 38 ricollocate in Francia” ha precisato.

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“L’Italia non è l’unica porta d’ingresso”

Ora “Non si può continuare a far finta di nulla, l’Europa batta un colpo» ha esortato Ciriani, insistendo anche sul fatto che il governo ha fatto ciò che aveva promesso durante la campagna elettorale. “Forse altri Paesi erano abituati a un’Italia che si girava dall’altra parte, ma questo non va più bene. Non ci si può chiedere di tenere spalancate le frontiere così che loro possano tenerle chiuse.”

Ciriani ha continuato spiegando che l’obiettivo del governo è dare un segnale affinché l’Ue capisce che c’è in problema grande che va affrontato insieme. “Se non siamo arrivati a una soluzione è perché qualcuno pensa che l`Italia possa continuare a pagare un prezzo per tutti”.

Per il ministro di Fratelli d’Italia sono incomprensibili e spiacevoli le reazioni francesi e ha ribadito che non è stata Roma ad iniziare il conflitto diplomatico. L’Italia non vuole continuare a subire un’immigrazione incontrollata, precisa Ciriani dicendo che è inaccettabile che le Ong “pretendano di scaricare sull’Italia i migranti che raccolgono in mare. Le organizzazioni tedesche o norvegesi non avvisano l’Italia dei loro movimenti, salvo poi denunciare un grande problema umanitario di cui loro non si fanno carico».

Secondo il ministro questo non isolerà l’Italia ma costringerà l’Ue a prendere atto che il nostro paese non è l’unica porta d’ingresso di un continente “che ha centinaia di milioni di abitanti e da cui partono gli scafisti, il business di viaggi della speranza o della morte, la tratta degli schiavi, l’ immigrazione clandestina, lo sfruttamento, la malavita… Se non si occupa di questo, la Ue a che serve?», ha concluso Ciriani.

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ultimo aggiornamento: 14-11-2022


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