Vendere oro: una faccenda tanto delicata, da richiedere la giusta informazione per potere essere affrontata degnamente.

Ovviamente, qualsiasi compravendita di oro richiede la giusta valutazione. Spesso, in questa fase, conviene avvicinarsi alle grandi città come Roma, poiché queste offrono in media valutazioni più alte e dunque più convenienti per il venditore. Questo rialzo, inoltre, interessa maggiormente i gioielli firmati, poiché di maggior pregio e dunque più richiesti dai compratori di metalli preziosi.

Il lavoro di un compratore è più delicato di quanto non si possa credere a una visione più superficiale, e va ben oltre la consultazione della quotazione oro usato oggi per l’espressione di una valutazione e dunque di una proposta di acquisto. L’iter da seguire è ben preciso, e richiede alcuni passaggi fondamentali.

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Riconoscere l’oro e la sua caratura

Tra le caratteristiche e gli step che un buon compratore d’oro deve possedere e seguire, c’è sicuramente il riconoscimento della caratura del gioiello che gli viene presentato. Riconoscere l’oro autentico da un gioiello placcato o – direttamente – falso è quello che un buon compratore può riuscire a fare in breve tempo, ma ci sono anche altre caratteristiche del gioiello che meritano di essere valutate: la caratura è una di queste.

L’oro, in sé, è molto deformabile e spesso viene lavorato in leghe con altri metalli, che di conseguenza ne diminuiscono la caratura, che passa dai 24 carati dell’oro puro ai 18 (o meno) di quello in commercio. Riconoscere la punzonatura (un simbolo nascosto nel gioiello stesso) è dunque fondamentale per un corretto approccio alla transazione da portare a termine.

La valutazione del venditore e del compratore

Un buon compratore si distingue anche per come si relaziona con il venditore. La richiesta dei documenti e la verifica dell’identità del cliente sono azioni che vanno tutte a vantaggio del compratore, che così dimostra onestà e competenza. Non si tratta di elementi accessori poiché, come richiesto dall’associazione di categoria OAM, ogni transazione tra il compro oro e il venditore va appositamente registrata.

In questo senso, venditore e compratore possono valutarsi a vicenda: il compro oro può accertarsi dell’identità del suo cliente, mentre il venditore può sincerarsi della professionalità del compratore. Si tratta di elementi essenziali per una corretta transazione (la tracciabilità della compravendita è fondamentale in quei casi in cui l’oro sia stato rubato, ad esempio), unitamente ad altri: tra questi, le attrezzature adatte alla stima del gioiello portato dal venditore.

I giusti attrezzi per la stima

La professionalità del compratore sta anche nell’esibizione degli attrezzi che utilizza per stimare – in maniera palese e trasparente – i gioielli che gli vengono portati. In tal senso, un buon suggerimento per il venditore può essere quello di pesare privatamente i suoi gioielli con la bilancia più precisa di cui dispone, così da farsi un’idea – puramente orientativa – del peso che potrebbe trovarsi davanti, una volta rivoltosi al compratore.

Anche in questa fase della compravendita, può essere notata la professionalità del compratore: se questi usa mezzi moderni (preferibili alle vecchie bilance a pesi) e, inoltre, mostra chiaramente al venditore il peso stimato dalla bilancia, si avrà a che fare con due chiari indici di competenza e trasparenza. Ovviamente, il peso stabilito dalla bilancia del compratore sarà vicino a quello misurato precedentemente dal venditore (ferma restando l’eventuale presenza di ganci e componenti non in oro che, come tali, vanno esclusi dall’operazione).

Tra gli strumenti esibiti, inoltre, figura sempre l’acido, utile per valutare la caratura dell’oro, ottimo per i gioielli dai 22 ai 24 carati; gli esiti si fanno più incerti per le carature inferiori ai 18 carati, con rischio di frode da parte del compratore. Per questo, il classico test con l’acido (utile per evidenziare un’eventuale placcatura) può accompagnarsi a nuovi test più avanzati e a strumentazioni tecnologiche più evolute, quali lo spettrometro a raggi x.

La valutazione del gioiello e la conclusione della transazione

Il percorso è chiaro: il compro oro cui ci si rivolge dovrebbe essere in grado di riconoscere un’eventuale placcatura da un gioiello in oro; poi deve saperne stabilire la caratura tramite acido o spettrometro (o entrambi, se lo ritiene opportuno) e, infine, esporre la propria valutazione al grammo del gioiello o dei beni in oro pesati.

Per valutazione e quotazione si intendono due cose diverse: la quotazione oro in borsa è il parametro di riferimento per quel particolare giorno, ma la valutazione espressa dal compratore deve tenere conto di altri elementi, quali la sua commissione per la transazione, la diversa caratura dell’oggetto che sta acquistando (contro i 24 carati della quotazione in borsa) e l’età del metallo (spesso considerato ugualmente vendibile anche se usato, ma valutato meno).

Se il venditore è d’accordo, si potrà procedere al pagamento (per un massimo di 499 euro pagabili in contanti, contro il resto da pagare tramite bonifico tracciabile) a fronte della redazione di un autentico atto di vendita (stilato tramite esibizione di documento di riconoscimento e codice fiscale).

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ultimo aggiornamento: 03-01-2022


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