La presidente di Confesercenti, Patrizia De Luis: “Servono interventi mirati per le attività di minori dimensioni.”

A causa della momentanea chiusura del gasdotto Nord Stream 1 gestito dalla Russia il prezzo del gas continua a lievitare. Per parlare della questione l’Unione Europea si riunirà in un consiglio straordinario a settembre, in quanto la situazione è talmente grave che molte attività rischiano di chiudere. Secondo Confesercenti, a farne le spese maggiori della situazione saranno le piccole imprese: la chiusura del gas rischia di mettere fuori mercato 90 mila attività. 

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In merito alla situazione la Cgia ha svolto un’indagine per pensare a delle possibili soluzioni. Per discutere della questione l’Unione Europea ha indetto un Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia che si terrà verso la metà di questo settembre.

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L’installazione dei rigassificatori

Il governo italiano, allo stesso modo sta pensando a delle misure per non incorrere nel razionamento ed evitare un’ulteriore stangata in bolletta. Tra le soluzioni possibili, quella dell’installazione di un rigassificatore nel porto di Piombino, in Toscana.

I cittadini del comune però sembrano essere piuttosto in disaccordo con la misura: difatti sono scesi in piazza a protestare. Ma la situazione è grave e secondo le stime, durate i prossimi 12 mesi le imprese e le famiglie italiane si ritroveranno a pagare una maxi-bolletta da 11 miliardi di euro, circa 8 miliardi in più rispetto ai 12 mesi

Le parole della presidente Patrizia De Luis sulla situazione

La presidente di Confesercenti, Patrizia De Luis: “Servono interventi mirati per le attività di minori dimensioni. Fino ad ora si è intervenuto soprattutto a favore delle imprese medio-grandi: il credito di imposta, ad esempio, è destinato solo ad utenze sopra i 16,5 kW di potenza.” 

Infine la Presidente di Confesercenti conclude parlando degli interventi di sostegno indispensabili per affrontare la situazione di crisi. “Occorre, invece, ampliarlo ed estenderlo anche alle piccole, prorogando gli interventi di sostegno almeno fino al 31 dicembre 2022; ma servono anche rateazioni lunghe per attutire lo shock. Al tempo stesso bisogna spingere l’acceleratore sulla diversificazione delle fonti e favorire, a partire dalla leva fiscale, anche consorzi d’acquisto e produzione di energia pulita”. 

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ultimo aggiornamento: 28-08-2022


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