Cosa prevede il ‘piano Brunetta’ per i contratti pubblici. Nei rinnovi 107 euro in più a dipendenti e smart working.

ROMA – Cosa prevede il ‘piano Brunetta’ per i contratti pubblici. Il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale è stato firmato a Palazzo Chigi. Un cambio di passo importante per quanto riguarda la pubblica amministrazione.

Un aiuto importante per portare queste modifiche arriverà dal Recovery Fund e i contatti tra il ministro e il presidente del Consiglio saranno quotidiani per poter mettere nero su bianco questo patto.

I nuovi contratti pubblici

Per riuscire a rispettare le misure inserite in questo piano, nei prossimi giorni saranno emanati gli atti di indirizzo all’Aran per rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici.

Come riportato dal Corriere della Sera, 3,2 milioni di lavoratori saranno interessati da un aumento di circa 107 euro più una disciplina normativa ed economica del lavoro agile. A fine pandemia, quindi, lo smart working potrebbe diventare non più una misura straordinaria, ma una consuetudine.

Il confronto in sede Aran – si legge – sarà l’occasione per definire le linee di intervento dello smart working perché si eviti una iper regolamentazione legislativa e vi sia più spazio per la contrattazione di adattare alle esigenze delle diverse funzioni queste nuove forme di lavoro che, laddove ben organizzate, hanno consentito la continuità di importanti servizi pubblici anche durante la pandemia“.

Renato Brunetta
Renato Brunetta

Il cambio di passo

Un cambio di passo importante in ottica della riforma della Pubblica Amministrazione. I rinnovi di contratto vedranno un aumento di 107 euro per quanto riguarda la busta paga e una disciplina normativa dello smart working.

Non si tratta di un punto di arrivo, ma di una partenza per riuscire a modernizzare il settore. L’obiettivo che si è posto il premier Draghi resta quello di poter colmare in poco tempo il gap con il resto dei Paesi europei.


A Palazzo Chigi la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale

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