Coronavirus e sindrome di Kawasaki nei bambini: cosa sappiamo

Coronavirus e malattia di Kawasaki (I SINTOMI): cosa sappiamo

Emergenza coronavirus, a diversi bambini è stata diagnosticata la sindrome di Kawasaki (quali sono i sintomi).

Coronavirus, ora scatta l’allarme dei pediatri per i bambini. Se fino a qualche settimana fa si credeva che il Covid-19 fosse sostanzialmente quasi innocuo per i bambini, ora preoccupano anche i più piccoli. Nel Regno Unito, in Portogallo e anche in Italia si sono registrati diversi casi di bambini colpiti dalla sindrome di Kawasaki, una rara sindrome respiratoria.

Coronavirus

Coronavirus e sindrome di Kawasaki

In Italia la prima diagnosi dovrebbe essere stata quella fatta a Bergamo lo scorso 21 marzo. Da quel momento, in un mese circa quindi, i casi sono diventati venti. Tanti, troppi per una malattia rara come la sindrome di Kawasaki.

Altri cinque, stando a quanto riferito da il Corriere della Sera, sarebbero stati registrati a Genova, poi ci sono i casi all’estero. In Spagna, in Gran Bretagna, dove i medici hanno già da giorni hanno fatto riferimento al possibile nesso tra la sindrome respiratoria e il coronavirus.

I bambini colpiti dalla sindrome di Kawasaki sono meno dell’un per cento dei bambini positivi al Covid-19. Fortunatamente si tratta di numeri ridotti, contenuti, ma non per questo meno preoccupanti soprattutto in vista della fase 2.

Inizia quindi la fase di monitoraggio e raccolta informazioni per capire se in effetti ci sia un nesso tra le due patologie. All’11 maggio si registrano cinquanta casi in Italia.

La sindrome di Kawasaki

La malattia di Kawasaki colpisce neonati e bambini sotto gli otto anni e di fatto si tratta di una sindrome respiratoria che interesse le arterie (medie e piccole). Tra le complicazioni più gravi c’è l’infiammazione delle arterie del cuore.

I sintomi

I sintomi più comuni della sindrome di Kawasaki sono la febbre, una forma di congiuntivite, arrossamento delle labbra e della mucosa orale, eruzioni cutanee.

Di seguito la sintomatologia come riportata dal Manuale MSD

La malattia esordisce con febbre spesso superiore a 39 °C, che aumenta e diminuisce nel corso di 1-3 settimane. In un giorno o due, gli occhi si arrossano, senza però presentare secrezioni. Entro 5 giorni, compare un’eruzione cutanea rossa, spesso disomogenea, in genere sul tronco, attorno all’area del pannolino e sulle mucose, ad esempio sulle pareti della bocca o della vagina. L’eruzione cutanea può sembrare orticaria o avere un aspetto simile al morbillo o alla rosolia. Il bambino ha la gola arrossata, labbra spaccate, arrossate e secche, lingua color rosso fragola. Inoltre, la regione palmoplantare diventa rossa o color rosso porpora e le mani e i piedi spesso si gonfiano. La cute delle dita di mani e piedi inizia a staccarsi circa 10 giorni dopo la comparsa della malattia. I linfonodi del collo sono frequentemente ingranditi e poco dolenti. La malattia può durare da 2 a 12 settimane o più.

Le cause

Al momento le cause sono sconosciute ma si ritiene che la malattia possa essere associata ad una infezione.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

ultimo aggiornamento: 11-05-2020

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