Coronavirus, Locatelli: "Il virus circola eccome, rispettiamo le regole"

L’appello di Locatelli, ‘Non rimettiamoci nelle condizioni di un nuovo lockdown’

Coronavirus in Italia, il Professor Locatelli: “Il virus circola eccome, non rimettiamoci nelle condizioni di un nuovo lockdown”.

Il Professor Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, è intervenuto ai microfoni dell’HuffPost per fare il punto sugli sviluppi dell’emergenza coronavirus.

Coronavirus, l’analisi di Locatelli

Locatelli, che abbiamo imparato a conoscere nei mesi duri del coronavirus, quando gli occhi degli italiani erano puntati sulla consueta conferenza stampa della 18.00 dalla sede della Protezione Civile, ha offerto una analisi equilibrata. Prudente ma non allarmante. E sicuramente non superficiale.

Franco Locatelli
archivio Image / Cronaca / Franco Locatelli / foto Clemente Marmorino/Image

Locatelli, “Il virus circola eccome”

Commentando il focolaio del Veneto, il Professor Locatelli ha voluto ribadire come il coronavirus continui a circolare e a diffondersi anche con una certa rapidità.

A mio avviso gli episodi – e uso questo termine non certo per minimizzare quanto accaduto – che si sono verificati in Veneto, a partire dalla storia dell’imprenditore vicentino ora in terapia intensiva, sottolineano tre concetti fondamentali della questione, evidenziando in maniera lampante che il virus circola eccome, che non è affatto vero che è scomparso o che è cambiato perché è cattivo come prima e che ognuno di noi ha una responsabilità morale enorme nei confronti degli altri”.

Per questo motivo l’arma più efficace resta quella della responsabilità dei singoli individui, tenuti ad evitare assembramenti e ad indossare le mascherine quando non ci sono le condizioni per rispettare la distanza.

Tutti noi abbiamo voglia di riprendere uno stile di vita come quello del periodo precedente l’arrivo del Covid, specie ora che siamo in estate, ma ancora non possiamo farlo. È altrettanto vero, però, che si può andare in vacanza o in gita fuori porta, al mare o in montagna, continuando a rispettare le regole che abbiamo imparato in questi mesi e quindi evitare gli assembramenti, osservare il distanziamento fisico, continuare a indossare la mascherina e a lavare frequentemente le mani. Poi quando arriverà il vaccino, sperando anche nell’immunità di gregge, potremo tornare alla nostra vita normale. Ora non è possibile, non possiamo farlo per il rispetto che dobbiamo a noi stessi, alle persone con cui entriamo in contatto e a tutti i morti causati dalla pandemia”.

Coronavirus
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L’appello: “Non rimettiamoci nelle condizioni di un nuovo lockdown”

Locatelli nel corso della sua intervista ha oluto evidenziare come i focolai registrati a livello locale sono da monitorare ovviamente ma al momento non destano particolari preoccupazioni in quanto circoscritti territorialmente. Inoltre una lieve ripresa della curva era prevedibile alla luce del progressivo allentamento delle misure restrittive.

Quando si è deciso di allentare le misure restrittive, avevamo messo nel conto l’insorgere di focolai territoriali. Ecco, l’importante è che la loro dimensione resti circoscritta, contenuta a livello locale e che si evitino contestualmente comportamenti a rischio. Non possiamo rischiare nuove misure di lockdown come è successo in altri Paesi. Penso, ad esempio, a quanto accaduto in Catalogna o al caso mattatoi in Germania, che ha riproposto l’ipotesi di nuove chiusure. Non rimettiamoci nelle condizioni di un nuovo lockdown, rischieremmo di ricreare una situazione economicamente difficile e di perdere altre vite”.

ultimo aggiornamento: 05-07-2020

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