Coronavirus e fase 2, quando e come scattano le nuove zone rosse. Quali sono gli indicatori per il monitoraggio della situazione sul territorio.

La fese 2 dell’emergenza coronavirus non cancellerà dal vocabolario la parola zone rosse che abbiamo imparato a conoscere e ad utilizzare nelle ultime settimane. Come specificato dal mondo della politica e da quello degli esperti, ci sono buone probabilità che dal prossimo 4 maggio, con una prima riapertura dopo il lockdown, si possano registrare nuovi focolai che potrebbero dover portare ad una chiusura settoriale. Una mini zona rossa.

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Coronavirus

Fase 2, ci si muoverà per micro-aree

Come emerso negli ultimi giorni, l’intenzione del governo è quella di muoversi ed agire per macro-settori. Isolare immediatamente le zone a rischio per evitare di dover chiudere intere città o regioni.

Interventi mirati, chirurgici che potranno avere successo solo che il monitoraggio sarà puntuale nei tempi e nelle interpretazioni della curva dei contagi. La ricetta quindi ha due semplici condizioni: tempismo e decisione. Ma quali sono le condizioni per far scattare nuovamente la zona rossa?

Carabinieri
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Coronavirus, le zone rosse nella fase 2: gli indicatori per il monitoraggio

Il Sole 24 Ore ha visionato la bozza della circolare che il Ministero della Salute condividerà con le Regioni per un piano di azione comune ed omogeneo. Come riferito dal quotidiano, gli indicatori sono tre.

La capacità di monitoraggio, ossia la capacità di registrare i nuovi casi e trasmetterli tempestivamente alla Protezione Civile.

Capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti ossia la capacità di tracciare l’andamento dei contagi.

Il terzo indicatore sarebbe quello dei risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari, ossia il numero dei casi in rapporto con la capacità del sistema sanitario locale.

Coronavirus test

Quando e come scattano le zone rosse

Nel caso in l’R0, il famoso indice di contagiosità dovesse tornare al livello 1, la Regione segnalerà il caso al Ministero della Salute proponendo misure restrittive necessarie e urgenti. Ossia l’istituzione della zona rossa. Se la situazione dovesse essere considerata gestibile, si procederebbe con restrizioni locali, nel caso in cui la situazione fosse considerata preoccupate si potrebbe ripassare dalla fase 2 alla fase 1.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

ultimo aggiornamento: 30-04-2020


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