Nuove tensioni a Torino. Corteo non autorizzato in strada in Corso Giulio Cesare. Scontri con la polizia.

TORINO – Nuove tensioni a Torino. Una cinquantina di anarchici si sono dati appuntamento in Corso Giulio Cesare per dare vita ad un corteo non autorizzato. I manifestanti sono entrati in contatto con la polizia intervenuta sul posto per disperdere la folla ed evitare assembramenti.

Secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbero state delle cariche con i partecipanti che sono stati sanzionati per violazione del Dpcm: “Non la finiremo certo oggi – hanno detto gli inquirenti – i soldi non ci sono, le cure neanche. Siamo a casa da due mesi e non è cambiato nulla. Vogliamo la libertà“. Alcuni hanno accusato gli agenti di essere portatori del virus.

32enne indagato in Toscana per discriminazione razziale

Il secondo episodio di tensione a Torino ha fatto alzare al massimo l’allerta al Viminale in vista del 25 aprile quando ci potrebbero essere manifestazioni contro la Festa della Liberazione. In Toscana un uomo di 32 anni è stato indagato per discriminazione razziale.

L’imprenditore aveva pubblicato sui social delle svastiche e soprattutto invitato le persone ad azioni violente contro lo stato. La perquisizione ha portato al sequestro dei profili social ma anche di alcuni oggetti presenti nell’appartamento”.

Manifestazione
Manifestazione

Pizzarotti: “Esiste il pericolo di un ritorno del fascismo”

Episodi che preoccupano il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. In un’intervista ai microfoni dell’Adnkronos, il primo cittadino ha confermato il rischio “di un ritorno del fascismo“. “E’ evidente – ha aggiunto l’ex esponente del MoVimento 5 Stelle – che il salvinismo ha sdoganato il fatto che possa dire di tutto e il contrario di tutto ai temi del razzismo“.

Del resto – ha concluso Pizzarotti – ricordiamoci che Salvini, quando prese in mano la Lega, nella prima manifestazione ci è andato con la Meloni e CasaPound“.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.


Coronavirus, la denuncia dell’Oms: “In Europa la quasi metà delle persone morte era nelle case di cura”

Coronavirus, studio cinese: due metri di distanza ai ristoranti potrebbero non bastare