Cedola, tutto quello che c’è da sapere: cos’è, le varie tipologie, perché bisogna considerarle quando parliamo di obbligazioni…

Prima di parlare di cedola facciamo un passo indietro andando a recuperare il significato di obbligazioni. Cosa sono le obbligazioni? Si tratta di titoli di credito emessi dalle banche, società private o dallo Stato che l’investitore può decidere di acquistare. Questi titoli di credito, una volta acquistati, assicurano al possessore un capitale nominale precisato sul titolo stesso. Rispetto alle azioni, le obbligazioni non rendono il soggetto investitore partecipe del rischio. Proprio per questo sono considerati degli investimenti sicuri e prendono il nome di Bond.

Cos’è la cedola?

Quando si parla di obbligazioni è automatico il riferimento alla cedola considerata come l’interesse che l’investitore riceverà periodicamente durante tutta la vita del titolo o durante tutto l’arco di tempo che deciderà di tenerlo nel portafoglio. Il tasso di interesse nominale, viene generalmente calcolata sul valore facciale del titolo. Esempio: per un Bond con valore nominale di 1000 euro e cedola annuale del 6%, ogni anno l’investitore riceverà la somma di 60 euro, ossia il 6% di 1000 euro. La cedola può essere a tasso fisso e tasso variabile: il primo indicata un tasso nominale fisso, mentre la seconda un tasso variabile a seconda del mercato. Esistono poi anche delle obbligazioni a zero coupon ossia prive di cedola. Si tratta di obbligazioni con una remunerazione calcolata dalla differenza tra valore facciale e prezzo d’acquisto e/o emissione.

Cedola fissa e variabile

Cedola fissa e variabile: quando convengono? Allora la cedola fissa viene preferita in casi di inflazione calante considerando che il tasso offerto tende ad aumentare in termini reali nel momento in cui comincia a diminuire la crescita dei prezzi. Come conseguenza cresce il prezzo del titolo sul mercato secondario con una quotazione maggiormente appetibile. Quando, invece, cresce l’inflazione è preferibile orientarsi verso le cedole con tasso variabile in quanto assicura un rendimento minimo garantito al di sotto del quale non è possibile scendere andando così a salvaguardare il potere d’acquisto dell’investitore.

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ultimo aggiornamento: 14-04-2017


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