Covid, i dati dell’Inail sui contagi sul posto di lavoro fino al 30 novembre 2020. La seconda ondata è stata più forte della prima.

L’Inail ha presentato i dati sui contagi da Covid 19 dall’inizio della pandemia fino allo scorso 30 novembre. E i numeri sono allarmanti.

I dati Inail sui casi di Covid sul posto di lavoro: 104.328 casi denunciati

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino al 30 novembre si contano più di 100.000 casi di Covid sul posto di lavoro. I decessi registrati, quindi quelli denunciati,sono 366, 34 dei quali solo nel mese di novembre.

“I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 30 novembre sono 104.328, pari al 20,9% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 13% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. Rispetto alle 66.781 denunce rilevate alla data del 31 ottobre i casi in più sono 37.547, di cui 27.788 riferiti a novembre e 9.399 a ottobre. La “seconda ondata” delle infezioni da Covid-19 ha avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. Nel bimestre ottobre-novembre, infatti, si rileva il picco dei contagi di origine professionale, con quasi 49mila denunce di infortunio (pari al 47% del totale) rispetto alle circa 46.500 registrate nel bimestre marzo-aprile. Il divario, peraltro, è destinato ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie“, recita la nota dell’Inail.

I dati dell’Inail confermano che purtroppo, nonostante le misure adottate, quello della sicurezza sul posto di lavoro rappresenta un nodo ancora da sciogliere nonostante sia passato quasi un anno dall’inizio dell’emergenza in Italia.

Operai Lavoro
Operai Lavoro

La divisione geografica dei contagi

Per quanto riguarda la divisione geografica, la gran parte delle segnalazioni arrivano dalle Regioni del Nord Italia, con il 30,5% che appartiene alla Lombardia. Stringendo ulteriormente l’area di analisi, la provincia di Milano detiene il primo posto per casi denunciati. Seguono Roma, Torino e Napoli. Bergamo si ferma al 2,6%.

“L’analisi territoriale conferma che le denunce ricadono soprattutto nel Nord del Paese: il 50,3% nel Nord-Ovest (il 30,5% in Lombardia), il 21% nel Nord-Est, il 13,7% al Centro, l’11,1% al Sud e il 3,9% nelle Isole. Le province con il maggior numero di contagi sono Milano (11,9%), Torino (7,6%), Roma (4,2%), Napoli (3,9%), Brescia (3,2%), Genova (2,8%), Varese (2,7%) e Bergamo (2,6%). In termini relativi, però, sono le province meridionali a registrare i maggiori incrementi: Reggio Calabria, Caltanissetta, Caserta e Salerno vedono più che triplicare i casi denunciati rispetto alla rilevazione di fine ottobre. Concentrando l’analisi esclusivamente sui decessi, la percentuale del Nord-Ovest sale al 53,8% (il 39,3% in Lombardia), ma rispetto al totale delle denunce si osserva una quota più elevata al Sud, che con il 16,9% dei casi mortali precede il Centro (13,7%), il Nord-Est (12,8%) e le Isole (2,8%). Le province che contano più decessi si confermano essere quelle di Bergamo (11,2%), Milano (8,5%), Brescia (6,8%), Napoli (6,3%), Roma (5,5%) e Cremona (4,9%)”.

La seconda ondata più forte della prima

Secondo i dati Inail, la seconda ondata ha avuto un impatto maggiore rispetto alla prima. Nei mesi di ottobre e novembre, cuore della seconda ondata dei contagi, sono stati registrati 49.000 nuovi casi circa, ossia quasi la metà del totale. Tra marzo e aprile i casi erano 46.500.

“Ripartendo l’intero periodo di osservazione in tre intervalli – fase di “lockdown” (fino a maggio compreso), fase “post lockdown” (da giugno ad agosto) e fase di “seconda ondata” di contagi (settembre-novembre) – per l’insieme dei settori della sanità, assistenza sociale e amministrazione pubblica (Asl) si osserva una progressiva riduzione dell’incidenza delle denunce tra le prime due fasi e una risalita nella terza (si è passati dall’80,5% dei casi codificati nel primo periodo al 49,2% del trimestre giugno-agosto, per poi risalire al 76,3% nel trimestre settembre-novembre). Viceversa altri settori, con la graduale ripresa delle attività, in particolare nel periodo estivo, hanno visto aumentare l’incidenza dei casi di contagio tra le prime due fasi e una riduzione nella terza”

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ultimo aggiornamento: 22-12-2020


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