Vaccino Covid, Pfizer pronta a chiedere l’autorizzazione per la somministrazione ai bambini da 6 mesi a 5 anni di età.

Pfizer lavora alla messa a punto del vaccino per l’ultima fascia ancora non coperta dalla campagna di vaccinazione (gli under 5) e si appresta a chiedere formalmente l’autorizzazione alla somministrazione del vaccino contro il Covid ai bambini da sei mesi a cinque anni di età. Ed evidentemente si tratta di un terreno particolarmente scivoloso e particolarmente sentito dall’opinione pubblica.

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Covid, Pfizer pronta a chiedere l’autorizzazione per la somministrazione del vaccino ai bambini da 6 mesi a 5 anni

Con i risultati dei test alla mano, Pfizer si appresta a chiedere alle autorità sanitarie statunitensi l’autorizzazione per la somministrazione – in emergenza – del vaccino contro il Covid ai bambini da sei mesi a cinque anni.

Vaccino coronavirus
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La modalità di somministrazione: due dosi (ma già si pensa alla terza)

La modalità di somministrazione è quella solita, almeno per il momento: due dosi a distanza di tempo ridotta. Da Pfizer però fanno sapere di essere consapevoli del fatto che due dosi non bastano, quindi si lavora alla nuova formula, quella della somministrazione delle tre dosi. Di fatto il nuovo ciclo vaccinale sarebbe composto direttamente da tre dosi, mentre fino a questo momento la terza dose era un booster al termine del ciclo vaccinale primario composto da due dosi.

L’analisi del rapporto rischi-benefici

Evidentemente la scelta è particolarmente delicata. La richiesta di Pfizer nasce dai numeri. Questa nuova fase dell’emergenza sanitaria è caratterizzata da una moderata circolazione del virus tra i bambini. Se nella prima ondata sembrava che i più piccoli fossero in qualche modo immuni, ora a preoccupare è proprio la tendenza in età pediatrica. Aumentano i casi, i ricoveri e i decessi. Fortunatamente i numeri sono ancora contenuti ma non possono essere ignorati.

I bambini con meno di cinque anni iniziano ad essere in qualche modo soggetti a rischio. Per almeno due motivi. Il primo, non indossano la mascherina; il secondo, non hanno copertura vaccinale. Inoltre nei più piccoli il sistema immunitario è poco allenato, quindi il contagio potrebbe avere conseguenze rilevanti.

D’altro canto non si possono ignorare i timori e le remore di chi vede nella vaccinazione dei bambini con meno di cinque anni una fuga in avanti non necessaria. L’analisi dei dati da parte delle autorità sanitarie deve essere meticolosa e la comunicazione deve essere trasparente. Il rischio concreto è quello di autorizzare un vaccino e di avere poi una bassissima percentuale di soggetti vaccinati.

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ultimo aggiornamento: 02-02-2022


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